Sicilia: l’Ars costerà circa 3 milioni in meno ma più costi per il personale, ok al bilancio interno

L’Assemblea regionale siciliana costerà quest’anno circa 3 milioni di euro in meno. È questo l’effetto della riforma che ha ridotto i deputati da 90 a 70. Ma al taglio dei deputati, come racconta il Giornale di Sicilia oggi in edicola, non corrisponde una stessa manovra sul personale: la voce di spesa per i dipendenti dei gruppi cresce di 3,2 milioni. E il Parlamento regionale del nuovo corso permette così ai suoi inquilini di assumere almeno 70 persone al loro fianco.

Il bilancio interno del Parlamento, approvato ieri dal consiglio di presidenza, contiene già i circa 900 mila euro annui che costerebbe l’aumento degli stipendi dei 180 dipendenti di ruolo. Dopo le polemiche il presidente Miccichè ha avviato in extremis una trattativa per provare a prorogare questi tetti, evitando di tornare a livelli di retribuzione che oscillano fra i 260 mila e i 350 mila euro annui. Ma la trattativa con i sindacati durerà due mesi e nel frattempo scattano gli aumenti: per questo l’Ars ha comunque stanziato 900 mila euro in più nella voce di spesa per i dipendenti di ruolo. Complessivamente le principali voci di uscite per il personale di ruolo valgono 26 milioni e 370 mila euro. A cui si aggiungono i costi per le pensioni che valgono stabilmente 51 milioni e mezzo. Dunque quasi 77 milioni del bilancio annuale vanno via per dipendenti ed ex dipendenti.

In proporzione cresce molto di più la spesa per il personale non di ruolo, quello chiamato in servizio dai gruppi parlamentari. In questo caso – come si legge sul Giornale di Sicilia oggi in edicola – la spesa crescerà dai 5,1 milioni del 2017 agli 8,3 dell’anno che sta per iniziare. È l’effetto delle norme che entrano in vigore adesso (ma sono state approvate nel 2014) sul personale di segreteria dei deputati. Che in pratica ricevono adesso un budget di 58.700 euro annui per mettere sotto contratto un dipendente in categoria D6 (una delle più alte). I contratti dureranno per l’intera legislatura e ogni deputato li sta facendo proprio in questi giorni.

Tecnicamente le assunzioni potrebbero essere anche più di 70. Perchè ogni deputato è libero di dividere il budget di 58.700 euro fra più persone moltiplicando così le assunzioni. Fino alla scorsa legislatura – hanno ricostruito ieri alcuni deputati del consiglio di presidenza – a ogni parlamentare venivano erogati 2.400 euro al mese (cioè 28.800 all’anno) per il personale da assumere nel gruppo. I soldi infatti arrivavano direttamente al gruppo che li stornava ai dipendenti. Ora invece il budget è passato a 58.700.

In più resta un ulteriore contributo da 3.180 euro al mese per i veri e propri portaborse. Diminuiscono per la verità (anche se non di molto) altre voci di spesa: il contributo per il funzionamento dei gruppi scende da 700 mila a 600 mila euro, i rimborsi per il personale delle segreterie particolari scendono da 2,1 a 2 milioni. Scendono pure le spese di telefonia fissa (da 205 mila a 176 mila) e mobile (da 50 mila a 10 mila) anche se decolla la spesa per l’energia elettrica (da 250 mila a 450 mila euro). Per il materiale di cancelleria il budget è stabile: 80 mila euro.

Scendono anche i costi per i comandati in genere (da 195 mila a 50 mila), ma crescono quelli per i comandati nel consiglio di presidenza (da 600 mila euro a un milione). Per le consulenze il consiglio di presidenza avrà 306 mila euro invece dei 287 mila dell’anno scorso. E pure i contributi per attività culturali crescono da 500 mila a 549 mila euro. Il bilancio interno dell’Ars dovrà essere approvato insieme al bilancio generale della Regione: dunque la votazione in aula è rinviata a marzo, alla fine dell’esercizio provvisorio approvato proprio ieri.