Rifiuti, ex assessore Figuccia: stop al sistema obsoleto delle discariche

“Sono soddisfatto nel constatare come il presidente Musumeci sia finalmente uscito dalla logica del silenzio ispirata dalla frase ‘lavorare e tacere’. Dall’autorevole ruolo di presidente non deve sottrarsi al racconto e all’agire”. Vincenzo Figuccia, deputato siciliano dell’Udc ed ex assessore regionale ai Rifiuti, dimessosi dopo una dura polemica con il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, sugli stipendi d’oro dei burocrati di Palazzo dei Normanni, interviene dopo la conferenza stampa del governatore sull’emergenza rifiuti. “Gli affari fino a questo momento li hanno fatti solo i padroni delle discariche e non sempre sono state gestite in contesti sani” dice Figuccia all’Adnkronos.

“Per accedere al bancomat del sistema dei rifiuti – spiega – basta chiudere le discariche per due giorni, tenere gli autocompattatori fuori dai cancelli, lasciare i rifiuti per strada aspettando magari che si accumulino davanti a una chiesa, un ospedale o una scuola. Poi davanti allo spettro di un’emergenza igienico sanitaria scatta la procedura di somma urgenza e gli affidamenti diretti”. Tra le strade indicate dal governatore per uscire dallo spettro dell’emergenza c’è quella di portare i rifiuti fuori dalla Sicilia. “Le gare in passato sono andate deserte – dice l’ex assessore -, portare i rifiuti all’estero senza il coinvolgimento delle imprese significa aumentare il sistema di tassazione”. La soluzione? “Coinvolgere gli stakeholder nel sistema di definizione del piano regionale dei rifiuti, in un’attività di investimento che domani la veda rientrare dai costi e oggi compartecipe di un progetto”.

Capitolo a parte la raccolta differenziata. “Va certamente potenziata – assicura Figuccia -, ma per farlo serve un sistema di premialità. A Palermo non decolla per la scelta dell’Amministrazione Orlando di non esternalizzare il servizio e di continuare a gestirlo attraverso il sistema delle partecipate, che spesso sono dei veri e propri carrozzoni”. E poi c’è il problema dei centri di compostaggio. “In Sicilia ne abbiamo una decina che di fatto non sono mai entrati in azione nonostante siano stati spesi un sacco di soldi”. Insomma per Figuccia, “non è con le analisi e il porre l’accento sulle responsabilità del passato che si risolvono i problemi. Bene l’elaborazione di un Piano per portare i rifiuti all’estero, creare un sistema di premialità per chi pratica la raccolta differenziata, avviare gli impianti avvalendosi delle nuove tecnologie e far in modo di superare il sistema obsoleto e dannoso delle discariche”.