Pd: riunioni e veleni in Sicilia, verso le elezioni aleggia il fantasma del 61 a 0

Rotta sulle elezioni politiche, tra timori e nervi tesi in casa Pd in Sicilia, dopo la sconfitta alle ultime Regionali. Con i vecchi fantasmi che continuano ad agitarsi, come quelli del 61-0. Settori dem al di qua dello stretto provano a indicare una linea, ma la sensazione e’ quella di uno smarrimento complessivo e che si proceda in ordine sparso. “Penso che il segretario nazionale debba prendere saldamente le redini delle candidature nelle sue mani, con azioni equilibrate come sa fare un leader che ha intenzione di vincere questa elezioni, senza complessi di inferiorita’ e senza lasciarsi condizionare da nessuno di noi”, dice all’Agi Pippo Digiacomo, ex parlamentare regionale, a margine di una riunione convocata dall’esponente della corrente di Matteo Orfini, non rieletto insieme agli altri due storici compagni dem, Lillo Speziale e il sindaco di Bivona Giovanni Panepinto.

Alla riunione – presenti diverse anime del Pd – nella sede del partito di via Bentivegna a Palermo, per discutere delle prossime elezioni politiche, non ha preso parte il segretario Fausto Raciti. “Sembriamo un’assemblea di studenti fuori corso – ha scherzato Panepinto, intervenendo per primo – ma vogliamo dare oggi un’opportunita’ al partito, quella di non fare errori nei prossimi anni. Il Pd rischia la desertificazione totale, non c’e’ una classe dirigente che ne sollevera’ le sorti, dobbiamo avviare adesso una riflessione”.

Per Tonino Russo “la prima cosa da fare e’ convocare con procedura di urgenza gli organismi dirigenti regionali. Mi stupisco del fatto che a distanza di due mesi dalle elezioni, non sia stato convocato nemmeno un organismo del partito per riorganizzare la linea politica”. I promotori dell’iniziativa parlano, cosi’, di “un primo concreto momento di riflessione e autocritica dopo la sconfitta alle regionali, per evitare di ripetere gli stessi errori e il risultato siciliano il prossimo marzo”. Serve “con urgenza” una riunione “per ridisegnare una geografia coerente e che coinvolga tutto il partito e’ il partito si identifica nei suoi organismi dirigenti”. Occorre “coinvolgere il segretario regionale e chiedere la convocazione di un organismo per la costruzione delle liste partendo dalle esperienze migliori dal punto di vista dei risultati regionali. In termini di paracadute occorrera’ dare supporto a chi ha avuto consenso nelle elezioni”.

I vecchi fantasmi, si diceva. “Voglio fare polemica, sappiamo che c’e’ il rischio del 61 a zero e che nei collegi uninominali non prendiamo nulla ne’ alla Camera ne’ al Senato. Con il proporzionale da sei a sette parlamentari”, ha detto Mario Alloro, ex parlamentare regionale del Pd, prendendo atto della “situazione drammatica da cui esce il Pd dopo le elezioni regionali”. “Questa non e’ un’assemblea di reduci, dobbiamo discutere nei territori delle elezioni. Cosi’ non andiamo da nessuna parte”, ha aggiunto, “Raciti ha protetto gli esponenti della sua corrente. E’ assurdo che un partito esca dalle regionali senza fare un minimo di ragionamento. Tutti sembrano che abbiano staccato il telefono. Capiamo che questo e’ un segnale: presenteranno le liste tra tre o quattro giorni, una cosa inaccettabile con il partito in Sicilia completamente spaccato e che portera’ alle Politiche a un calo certo di consensi”.