Naufragio dell’Epifania, sarebbero 64 i migranti morti tra cui molti bambini

Le équipe di Medici Senza Frontiere (MSF) in Sicilia hanno svolto questa mattina un intervento di Primo soccorso psicologico al porto di Catania per i sopravvissuti del naufragio del 6 gennaio, che ha visto la Guardia Costiera Italiana salvare 84 persone e recuperare i corpi senza vita di altre 8: secondo le testimonianze raccolte dagli psicologi di MSF, almeno altre 56 persone risulterebbero disperse, tra cui molti bambini che avrebbero perso la vita in mare. “Dalle prime ricostruzioni, sembra che i sopravvissuti abbiano aspettato almeno due ore l’arrivo dei soccorsi. Aggrappati a quel che restava del gommone, si aiutavano gli uni con gli altri, mentre osservavano altre persone lottare per sopravvivere. Purtroppo, in questo lasso di tempo almeno 64 persone, tra cui molti bambini, avrebbero perso la vita in mare”, dice Teo Di Piazza, coordinatore MSF dell’attività di supporto psicologico in Sicilia. Delle 14 persone assistite dagli psicologi di MSF, nove hanno perso almeno un membro della famiglia e tutti hanno perso almeno una persona cara durante la traversata: “Tra i sopravvissuti ci sono anche un bambino di tre anni che ha perso la madre e una famiglia di undici persone in cui si sono salvati solamente in tre”, conclude Di Piazza.

Il barcone sarebbe partito la notte precedente al soccorso dal porto di Garabulli, a est di Tripoli, con circa 150 persone a bordo e verso mezzogiorno avrebbe cominciato ad imbarcare acqua mentre le condizioni del mare peggioravano. Per Tommaso Fabbri, capo missione di MSF in Italia, “nonostante gli sforzi delle autorità europee ed italiane per chiudere ad ogni costo la rotta Mediterranea e bloccare le persone in Libia, uomini, donne e bambini continuano a rischiare la vita e a morire in mare. Questa continua tragedia non si risolverà con stretti corridoi umanitari per pochi. Solo l’apertura di vie legali e sicure, stabili e sostenibili per chi è in cerca di protezione potrà evitare che persone disperate mettano i loro destini e quelli dei loro figli nelle mani dei trafficanti”. Nel 2017 i team di MSF a bordo delle navi Aquarius e Prudence hanno prestato soccorso ad un totale di 23.848 persone e continuano ad operare a bordo dell’Aquarius in coordinamento con SOS Mediterranee. I team medici e psicologici continuano ad offrire supporto psicologico agli sbarchi in Sicilia e operano in vari centri di accoglienza secondaria in Sicilia e in un centro di post-ospedalizzazione a Catania.