Sicilia, stipendi Ars: verso conferma tetti e 70 nuove assunzioni

Tetto stipendi d’oro ai dipendenti dell’Assemblea regionale siciliana: avviata la trattativa con i sindacati. Si va verso il ripristino dei tagli. Il 17 gennaio l’Ufficio di presidenza dell’Ars presentera’ la sua proposta. “Chiederemo ai sindacati di rispettare i tetti degli stipendi previsti dalla norma scaduta il 31 dicembre scorso o quantomeno di introdurre dei limiti per il risparmio della spesa pubblica”, spiega il deputato questore Giorgio Assenza, incaricato dal Consiglio di presidenza a trattare, al temine del primo incontro informale con i sindacati dei dipendenti dell’Ars, che si e’ svolto nella sala Pio La Torre di Palazzo dei Normanni.

“La nostra proposta – ha aggiunto il deputato – e’ quella di non ripristinare il trattamento economico previsto prima dei tagli del 2015. Con i sindacati abbiamo stabilito di incontrarci il 17 gennaio, giorno in cui il Consiglio di Presidenza conta di presentare la sua proposta“. Al centro della riunione il tetto degli stipendi previsto dall’accordo triennale scaduto a fine anno che stabiliva la soglia massima di 240 mila euro lordi per i dirigenti; 204 mila euro per gli stenografi, 193 mila euro per i segretari; 148 mila euro per i coadiutori; 133.200 euro per i tecnici e 122.500 euro per gli assistenti parlamentari. Ulteriore obiettivo che l’Ufficio di presidenza tentera’ di perseguire sara’ quello di concordare con i sindacati stipendi meno onerosi per i nuovi assunti: “Su un organico di 251 dipendenti, attualmente quelli in servizio sono 179. Non abbiamo fissato date sui nuovi concorsi, ma prevediamo di fare una settantina di assunzioni e chiederemo di partire da retribuzioni piu’ basse rispetto a quelle attuali”, ha concluso Assenza.

Figuccia: “Le mie dimissioni servite”

“Prendo atto che l’attenzione mediatica sugli stipendi d’oro, spinta anche dalle mie indotte dimissioni dal governo Musumeci, ha sortito i primi effetti se e’ vero che in atto c’e’ una trattativa all’Ars per ripristinare i tetti in vigore fino al 31 dicembre scorso. Penso che la campana sia suonata anche per chi pensava di fare spallucce su un tema cosi’ sentito dall’opinione pubblica e dai cittadini che ogni giorno fanno sacrifici per arrivare a fine mese”. Lo ha detto Vincenzo Figuccia, deputato regionale dell’Udc, recentemente dimessosi dall’incarico di assessore all’Energia dopo la polemica con il presidente dell’Ars Gianfranco Micciche’ sugli stipendi dei dipendenti dell’Ars,