Stalking a sfondo sessuale: al via processo all’ex direttore del museo “Pirandello”, nuovi atti in aula

Nuovi atti al processo a carico dell’ex direttore della Biblioteca museo “Luigi Pirandello”, nonché attuale soprintendente ai Beni culturali di Caltanissetta, Vincenzo Caruso, accusato di stalking nei confronti di un’impiegata. Come riporta oggi il Giornale di Sicilia, ieri, all’apertura dell’udienza preliminare davanti al gup Alfonso Malato l’avvocato Giuseppe Arnone, difensore di parte civile del marito della presunta vittima, ha prodotto un verbale di interrogatorio difensivo in cui la stessa donna ricostruisce nel dettaglio ulteriori aspetti della vicenda. I difensori del dirigente che ha sempre respinto le accuse, gli avvocati Vincenzo Caponnetto e Walter Tesauro, hanno chiesto un termine per esaminare la documentazione e valutare la strategia difensiva.

Nel frattempo il Centro antiviolenza e antistalking «Telefono aiuto» si è costituito parte civile con l’assistenza dell’avvocato Davide Santamaria. Oltre all’associazione che si occupa di tutelare le vittime di violenze fisiche e psicologiche, si è costituita parte civile anche un’associazione sindacale rappresentata dall’avvocato Valentina Taibi. Caruso, 62 anni, in particolare è accusato di avere fatto apprezzamenti a sfondo erotico e avere avuto atteggiamenti provocatori sul posto di lavoro “finalizzati ad avere rapporti sessuali” con una dipendente. Un vero e proprio atteggiamento persecutorio secondo la vittima che dopo averlo denunciato si è costituita parte civile con l’assistenza dell’avvocato Arnaldo Faro. La donna, un’impiegata della Biblioteca museo «Luigi Pirandello», avrebbe però rifiutato le avance del suo direttore che, per ripicca, avrebbe adottato alcuni atti amministrativi a lei sfavorevoli.

L’inchiesta, infatti, ipotizzava altre ipotesi di abuso di ufficio e concussione. Non è escluso che le nuove indagini difensive possano spingere la parte civile a chiedere una modifica dei capi di imputazione. Il gip Francesco Provenzano, peraltro, ha disposto l’imputazione coatta per l’accusa di stalking accogliendo solo in parte le richieste del pm Carlo Cinque che chiedeva di archiviare tutte le accuse. Caruso, secondo le dichiarazioni della donna, avrebbe posto in essere soprusi e discriminazioni perché la dipendente della biblioteca museo che dirigeva aveva respinto le sue esplicite avance sessuali. La donna, sposata e con figli, ha denunciato di essere stata continuamente molestata con sms, telefonate e altri atteggiamenti dal contenuto inequivocabilmente provocatorio e a sfondo sessuale.

Al rifiuto della donna, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero seguiti degli ordini di servizio di carattere ritorsivo. Fra le contestazioni, in particolare, quella di rifiutare la concessione dei benefici previsti dalla cosiddetta legge 104 ai quali avrebbe avuto diritto per l’assistenza di un familiare con problemi di salute. I fatti contestati risalgono al settembre di quattro anni fa. La prossima udienza è il 9 febbraio.