Sicilia: Pil più basso previsto, in fumo 3 miliardi di fondi Ue

Non ci fu ripresa in Sicilia tre anni fa come si era pensato fino a qualche settimana fa, anzi l’isola e’ stata in recessione, col Pil che nel 2015 ha toccato quota -0,1% e non +0,2% come previsto dall’Istat. E l’anno successivo – come riporta l’Ansa – quel balzo del 2,1% in realta’ e’ stato dello 0,9%. Cio’, nonostante proprio nel biennio 2015-16 sia stata spesa la tranche piu’ consistente, pari a 3 miliardi di euro, dei fondi comunitari della programmazione 2007-13, investimenti che dunque non hanno prodotto effetti sull’economia dell’isola. I ritocchi al ribasso per la crescita messi nero su bianco a fine anno in modo definitivo dall’Istat che ha corretto le sue previsioni e non di poco, non hanno comunque effetti sui bilanci della Regione siciliana  ormai consolidati, come spiegano dal dipartimento Economia, dove i tecnici stanno lavorando alla stesura del Def regionale tenendo in considerazione la perdita di valore aggiunto certificata dall’Istat nel biennio 2015-16.

Come spiega anche l’ex assessore alle Finanze Alessandro Baccei, “le entrate effettive nel biennio 2015-2016 sono state maggiori delle spese con un risultato di competenza positivo”. Resta per il 2017 il “buco” da 255 milioni di euro per le minori entrate, piu’ 100 milioni per mancato incasso di tributi non versati dall’ente di riscossione, piu’ 100 milioni di debiti fuori bilancio da coprire. Secondo alcuni esperti, il forte ribasso del Pil rispetto alle stime iniziali, sarebbe la conseguenza della scarsa incidenza che avrebbe avuto l’incremento dell’occupazione sul valore aggiunto dell’isola.

All’aumento di posti di lavoro non sarebbe corrisposto un rialzo del reddito e dei consumi finali delle famiglie. In particolare, fanno notare alcuni osservatori, ad aumentare e’ stato il lavoro precario o a termine agganciato al progetto Garanzia giovani e alle misure del Jobs act. Per l’Istat, il Pil nel periodo 2011-2016 e’ stato negativo (-1,3%), con un risultato peggiore della media del Sud (-0,6%). L’isola e’ al penultimo posto nel Paese come quota di Pil per abitante, pari a 17,1 mila euro; fa peggio solo la Calabria a 16,6 mila euro, mentre la media del Mezzogiorno e’ pari a 18,2 mila euro. Mentre e’ il piu’ basso in assoluto il reddito disponibile, primato negativo che la Sicilia condivide con la Campania e la Calabria: tra 12,4 e 13,4 mila euro, la meta’ rispetto al massimo, tra 21,2 e 24,8 mila euro. Tra le province piu’ povere, l’Istat segnala quella di Agrigento.