Sisma del Belice, Cgil: mancata ricostruzione ferita aperta, lezione non è servita

“Oggi insieme al ricordo commosso per le tante vittime di allora, e’ necessario fare alcune riflessioni e trarre utili indicazioni per l’oggi: malgrado l’enorme tempo trascorso ed al netto delle tante parate governative fatte in questi anni, quella del Belice, resta una ferita aperta, non rimarginata, segnata ancora dalla mancata ricostruzione di tante infrastrutture e da problemi irrisolti come quelli della presenza dell’amianto”. Lo dicono la Cgil siciliana e quelle di Palermo, Trapani e Agrigento. “Anno dopo anno – aggiungono – abbiamo sostenuto le iniziative dei sindaci che hanno chiesto a tutti i governi succedutisi da quel triste giorno, ma ancora tanto resta da fare. Per tanti anni, troppi, al Belice e’ stato negato quello che, in casi analoghi, in altre parti del Paese, hanno chiesto ed ottenuto: da noi ne’ ricostruzione al completo ne’ l’agognato sviluppo economico; solo la disperazione e l’emarginazione che costringe, ora come allora, all’emigrazione. Siamo all’assurdo che lo Stato ha incassato dalle accise qualcosa come 8.6 miliardi e ne ha spesi 2 miliardi e 213 milioni! La Cgil continua a ritenere che per il Belice, lo Stato avrebbe potuto e dovuto fare di piu’ e che da una condizione di estremo disagio avrebbero dovuto aprirsi condizioni in grado di far ripartire la vita economica e sociale di una delle aree piu’ deboli del Paese”.

La seconda considerazione riguarda la “lezione” che da questi tragici fatti, incalza la Cgil, “avremmo dovuto imparare”, ossia che occorre “mettere in sicurezza i nostri paesi; mettere in campo ogni iniziativa utile per essere pronti di fronte ad altre evenienze: i nostri centri storici cadono a pezzi gia’ da soli, figurarsi di fronte anche al ripetersi di eventi calamitosi. Occorre convincersi che e’ assai piu’ utile e meno costosa una cultura della prevenzione e della messa in sicurezza”. Infine “e’ grave che il movimento sindacale che sempre e’ stato presente e parte attiva, dai giorni immediati della tragedia fino alle tante iniziative di lotta che nel Beli’ce hanno avuto vita, non venga nemmeno invitato alle cerimonie ufficiali. Ci sembra davvero una dimenticanza grave. Tuttavia, a nessuno serve la polemica e per questo le nostre strutture congiuntamente stanno lavorando per costruire momenti di confronto e di iniziativa”.