Belice, Musumeci: Stato ha parzialmente fallito, cambiare passo, Regione farà sua parte

“Avvertimmo 50 anni fa una dolorosa impotenza. Mezzo secolo dopo abbiamo il dovere di ricordare la tragedia, non solo per rendere omaggio alle vittime, ma anche per fare un bilancio, per capire le ragioni di scelte sbagliate e discutibili. L’opera di ricostruzione e’ iniziata tardi e male. Gia’ a quel tempo l’allora presidente della Regione Piersanti Mattarella denuncio’ il colpevole ritardo e gli errori”. Lo ha detto il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci intervenendo oggi a Partanna all’iniziativa in memoria del 50esimo del sisma del Belice alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella.

“Se dopo 50 anni i sindaci del Belice sono costretti ancora a chiedere che lo Stato faccia la sua parte, vuole dire che l’intervento pubblico qui ha fallito”, ha aggiunto, “e quindi sale la rabbia. Qui in Sicilia almeno la meta’ delle opere pubbliche non sarebbe resistente agli eventi sismici. Occorre infondere sempre piu’ nei cittadini la convinzione che lo Stato c’e’ sempre, specie nei momenti di sconforto. La presenza del presidente della Repubblica in questo senso e’ importante. Anche la Regione fara’ la sua parte. Servono coraggio e determinazione da parte di tutti” per cambiare passo e chiudere positivamente l’infinita storia della ricostruzione.

Dopo la cerimonia di Partanna, Musumeci alle 12.30 si spostera’ a Gibellina, nella zona dell’opera ‘La porta del Belice’ di Pietro Consagra, per la scopertura della Stele celebrativa con i nomi dei comuni colpiti dal sisma del 1968. Nel pomeriggio, alle 16.30, infine, a Montevago, nel vecchio centro, partecipera’ alla messa, officiata dal cardinale di Agrigento, Francesco Montenegro, e dai vescovi di Monreale, Michele Pennisi, di Trapani, Pietro Maria Fragnelli, di Mazara del Vallo, Domenico Mogavero, e di Piana degli Albanesi, Giorgio Demetrio Gallaro, per commemorare le vittime del terremoto.