Mattarella nel Belice: i sindaci il riferimento primo del Paese

“I sindaci rappresentano il riferimento primo che compongono il nostro Paese”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo oggi a Partanna (Trapani) alla cerimonia per l’anniversario dei 50 anni del terremoto del Belice. “Questa zona ha sollecitato l’intero Paese, per piu’ aspetti a rinnovarsi – ha detto il Capo dello Stato – In prima fila, allora come oggi, gli istituti dello Stato e della Regione, ma, sul terreno, soprattutto i Sindaci e le amministrazioni locali, le parrocchie, i volontari di tante realta’. Il nostro ringraziamento, rinnovato, va a quanti ebbero parte nell’opera dei soccorsi, a quanti avviarono il processo di ripresa”.

“Fra le vittime – ha proseguito il presidente della Repubblica – cinque soccorritori – ricordati con la consegna delle targhe – ai quali la Repubblica ha voluto riconoscere la Medaglia d’oro al valor civile e che anche io desidero ricordare: i vigili del fuoco Giuliano Carturan, Alessio Mauceri, Giovanni Nuccio, Saverio Semprini; il carabiniere Nicolo’ Cannella”. Mattarella ha ricordato che “la sequenza sismica che segui’ a quella notte del 14 gennaio 1968 si protrasse per un intero anno: se possibile, una sofferenza aggiuntiva a quelle delle morti e delle distruzioni”.

“Chiunque sia stato pesantemente colpito da un terremoto puo’ testimoniare come le scosse e la catastrofe che provocano – accanto ai lutti e ai danni materiali – lascino tracce irreversibili negli animi – ha sottolineato il Capo dello Stato – La memoria di cio’ che e’ accaduto non si separa piu’ dal vissuto di ciascuno. Non e’ stato diverso nella Valle del Beli’ce che qui, oggi, ricorda le sue tante vittime, l’accidentato percorso della ricostruzione, la fatica accompagnata al tormento delle scelte di vita personale e di quelle complessive delle popolazioni colpite. Non e’ stato facile, non e’ facile per nessuno”.