Caldaie in condominio, Miceli (AMi): “Pochi impianti a norma nell’Agrigentino”

Ci sarebbe stato un problema ad una caldaia all’origine dell’incendio che ieri a Bivona ha provocato la morte di un uomo di 56 anni. Un caso che accende i riflettori anche sulla sicurezza nelle abitazioni e nei condomini e in particolare sull’adeguamento degli impianti di riscaldamento alle nuove norme in materia inserite l’anno scorso nel cosiddetto Decreto Milleproroghe. Ne parla Gabriella Miceli, presidente nazionale dell’Ami (Associazione manager immobiliari), in un’intervista pubblicata sul Giornale di Sicilia oggi in edicola.

In generale, qual è la situazione sulla sicurezza degli impianti di riscaldamento nei condomini agrigentini?

Devo dire che, purtroppo, quasi nessun proprietario degli appartamenti possiede un libretto o fa comunicazione di registrazione come richiede la legge, sono davvero pochi quelli che lo posseggono e ne hanno contezza. Questo perché non ci sono controlli. Il manutentore spesso fa pagare in nero e sono tutti felici, in pratica dietro pagamento non fatturato il cliente ha lo “sconto” e finisce lì.

Sono gli installatori e i manutentori certificati a garantire per i singoli proprietari degli appartamenti, secondo lei i controlli chi dovrebbe farli?

Bisognerebbe istituire l’obbligo per le verifiche come avviene per gli impianti ascensore. Enti certificati che rilasciano dei verbali che poi vengono registrati nei comuni. Sono sì previste le sanzioni, ma non essendoci praticamente controlli non avviene nulla.

Quindi ancora c’è tanto da fare per l’adeguamento degli impianti di riscaldamento alle nuove disposizione normative e ai nuovi impianti tecnologici…

Sì, ancora c’è molto da adeguare. Sia per quanto riguarda gli aspetti legati alla sicurezza per quelli legati all’efficientamento energetico, siamo molto indietro. Ma dalle nostre parti se l’adempimento non diviene un obbligo di legge con verifiche rigide nessuno lo osserva. Per questo chiedo sempre più sinergia tra le associazioni di categoria e le istituzioni, tavoli tecnici, elaborazioni di ordinanze. Ami è aperta a dare supporto a 360°, si potrebbe fare tanto.

Per esempio, cosa si potrebbe fare?

Occorre innanzitutto più informazione, più cultura della sicurezza nei condomini e nelle nostre case. Come Ami è un tema di cui ci stiamo occupando nei nostri corsi di formazione. Bisogna spingere sull’adeguamento degli impianti, sia per la sicurezza degli stabili sia per risparmiare sulla bolletta grazie ai nuovi  sistemi tecnologici a risparmio energetico. Si potrebbe istituire nei comuni, oltre l’ufficio ascensori, anche l’ufficio per le caldaie e simili. Ogni amministratore così dovrà comunicare dati dei condomini dello stabile in possesso di caldaie in modo che il condomino non può non mettersi in regola con le leggi vigenti. Ogni anno deve inviare al comune verifica della sua caldaia sottoscritta da una ditta abilitata. Sarebbe veramente un traguardo. I comuni dovrebbero mettersi in moto in tutto questo, per fare in modo che le nostre case siano più sicure e si corrano meno rischi per l’incolumità pubblica.