“Investì famiglia e fuggì” sulla Ss 115, donna di Cattolica Eraclea a processo

Fa un sorpasso azzardato con la propria auto, travolge e ferisce gravemente un’intera famiglia e poi fugge al centro commerciale, dove vi trascorre circa tre ore e mezzo, per tentare di fare calmare le acque. Le telecamere della struttura, però, notano tutto e per la donna, che fu anche arrestata, scatta l’accusa di lesioni personali colpose gravi e omissione di soccorso. La Procura  ha disposto la citazione diretta a giudizio nei confronti di Emanuela Magazzù, 74 anni, di Cattolica Eraclea. La donna, qualche giorno dopo, come racconta il Giornale di Sicilia oggi in edicola, è stata arrestata e adesso dovrà affrontare un processo nel quale l’intera famiglia, composta da cinque persone, rimaste gravemente ferite, si è costituita parte con l’assistenza dell’avvocato Fabio Inglima Modica. La prima udienza è stata fissata per il 10 aprile davanti al giudice monocratico Giuseppe Sciarrotta.

L’incidente, con gravi conseguenze, tanto che uno dei cinque feriti (le prognosi erano fino a sessanta giorni) riportò la frattura di una vertebra, è avvenuto lo scorso 8 marzo nella statale 115 fra Realmonte e Siculiana. I cinque feriti, sentiti dai carabinieri, hanno tutti parlato di un’auto grigia che avrebbe fatto un sorpasso azzardato, determinando l’incidente frontale fra la Seat Leon, guidata dall’anziana, e la Lancia Lybra. La settantenne, in sostanza, avrebbe fatto un sorpasso in un tratto dove era vietato. I carabinieri della stazione di Realmonte, acquisendo le immagini del sistema di video sorveglianza di un supermercato che si affaccia proprio sul luogo dove si è verificato il frontale, sono riusciti a ricostruire l’accaduto. In particolare è stato appurato che la donna, per tentare di fare calmare le acque e sperare di non essere individuata, sarebbe rimasta all’interno del centro commerciale Monterosso, dove si trova il supermercato, per oltre tre ore, dalle 13,33 alle 16,53 “al solo fine – scrive la Procura – di attendere il momento opportuno per defilarsi e fare perdere le proprie tracce”.

L’arresto è stato possibile grazie alla nuova legge sugli incidenti stradali che lo consente anche al di fuori dei casi di flagranza di reato. La citazione diretta a giudizio, procedura prevista dal codice quando la pena ipotizzabile è inferiore ai quattro anni, non prevede l’udienza preliminare ma l’imputata, difesa dagli avvocati Rosaria Giacomazzo e Giuseppe Rucireta, potrà chiedere il giudizio abbreviato o il patteggiamento.