Mafia, Cgil Agrigento: “Cutrò va protetto”

“Abbiamo appreso con amarezza che Ignazio Cutrò, Presidente della Associazione Nazionale Testimoni di Giustizia, ha perso il ricorso al TAR contro la revoca delle misure di protezione e che, pertanto, lo Stato non ritiene sussistere alcun pericolo per la sua persona e per la sua famiglia. Come Organizzazione Sindacale abbiamo espresso,  in varie occasioni, sincera ammirazione per l’attività svolta da Ignazio Cutrò e che hanno consentito dapprima la condanna dei suoi estorsori ed il contributo dallo stesso dato per far crescere una coscienza antimafiosa ed invogliare altri Imprenditori a seguire il suo esempio”. Lo scrive in una nota il segretario provinciale della Cgil di Agrigento Massimo Raso che aggiunge:

“Così come abbiamo espresso la nostra vicinanza quando lo Stato o il Sistema bancario, incurante del contributo dato e della particolare situazione del Cutrò, è venuto meno – a nostro giudizio – ai suoi doveri. Adesso quest’altra brutta notizia che non comprendiamo e che sicuramente lancia un segnale negativo alla società. Nell’esprimere a Lui, alla moglie Giuseppina e ai suoi figli, Giuseppe e Veronica, la nostra vicinanza, chiediamo alle Autorità di P.S., a quanti hanno la responsabilità della sicurezza in questo Paese, di riconsiderare tali scelte e di assicurare protezione e sicurezza a Lui e a quanti hanno coraggiosamente scelto di stare “dalla parte dello Stato” e contro la mafia”.