Emergenza rifiuti in Sicilia, Musumeci vola a Roma da Gentiloni: “Discariche vicine al collasso”

L’appuntamento è per le 15 e l’obiettivo è ottenere poteri ‘speciali’ ma “solo per alcune questioni”. Tappa a Roma oggi per il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, che a Palazzo Chigi incontrerà il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Sul tavolo l’emergenza rifiuti in cui è piombata la Sicilia, “un’emergenza strutturale” aveva detto nei giorni scorsi il neo presidente incontrando la stampa, ricordando come il problema si trascini ormai da 20 anni. Adesso, però, le discariche dell’Isola sono vicine al collasso. “Se nulla dovesse cambiare – aveva avvertito il governatore come riporta l’Adnkronos – a settembre non avremmo più dove mettere i rifiuti”. Cinquemila tonnellate quelle conferite al giorno in discarica.

Il “problema dei problemi”, però, per Musumeci è la discarica palermitana di Bellolampo, dove la sesta vasca è praticamente già colma. Per aumentarne la capienza nei giorni scorsi è arrivato il via libera all’attivazione di una serie di interventi che potrebbero consentire di prolungare l’utilizzo della discarica per il tempo necessario alla realizzazione, con procedure straordinarie, della settima vasca. Lavori per i quali l’assessorato regionale del Territorio e ambiente ha già dato parere favorevole per quanto riguarda la Valutazione di impatto ambientale. Adesso, per completare l’iter, si aspetta il via libera dagli studi geologici. “Dobbiamo lavorare su più fronti, nel breve e medio periodo – ha spiegato il governatore -, per poter arrivare tra cinque anni a essere una Regione con standard di efficienza al pari delle altre”.

Ma la logica delle discariche fa storcere il naso ai sindacati. “In questo modo la Sicilia rimarrà indietro anni-luce rispetto ai Paesi europei più avanzati” dice la Cisl regionale, per la quale i poteri speciali che il governatore chiederà oggi al presidente del Consiglio “hanno senso se puntano ad andare oltre il sistema delle soluzioni-tampone buone solo per far fronte alle emergenze”. Ecco perché c’è bisogno di “un piano energetico regionale degno di questo nome” che abbia al centro “il recupero e il riciclo”. Invece mettere all’ordine del giorno un’operazione centrata in buona parte sull’ampliamento delle discariche o sulla costruzione di nuove vasche “appare una visione debole e priva di strategia perché le discariche sono comunque cambiali in scadenza. Meglio: bombe a orologeria”.

I ‘poteri speciali’ secondo il sindacato guidato in Sicilia da Mimmo Milazzo, dovrebbero servire per “velocizzare e snellire al massimo l’iter per la costruzione degli impianti di valorizzazione energetica degli scarti”. E per agevolarne la realizzazione la Cisl propone a Musumeci “un tavolo di crisi tra Regione, Anci e parti sociali che abbia la mission di promuovere il riordino complessivo del sistema”. “La soluzione all’emergenza – ha detto ieri l’ex governatore siciliano, Rosario Crocetta, non è portare i rifiuti all’estero come vuole fare l’attuale governo. Io non mi sono mai arreso davanti ai diktat di Roma. In ogni caso sono disponibile a dare una mano, se serve, sui rifiuti. Mi metto a disposizione per il bene della Sicilia”.