“Giardino dei giusti”, così Montevago rende omaggio ai morti del Belice

A Montevago è stato realizzato il «Giardino dei giusti», un luogo di richiamo simbolico per tutta la comunità locale, per il suo carattere storico, ambientale e paesaggistico, dedicato alle vittime del terremoto del 1968. È stato annunciato ieri dal sindaco, Margherita la Rocca Ruvolo. Dopo l’istituzione, con un’apposita legge, a dicembre dello scorso anno, della giornata del 6 marzo come “Giornata dei giusti dell’umanità”, per mantenere viva e rinnovare la memoria di quanti, in ogni tempo e in ogni luogo, hanno fatto del bene, salvando vite umane e difeso la dignità della persona, il sindaco di Montevago ha voluto che la sua comunità svolgesse un ruolo da protagonista. Il giardino sorge all’interno sorge all’interno della “Villa dei pioppi”, nel vecchio centro di Montevago.

“È necessario fare conoscere alle nuove generazioni le storie di vita dei giusti – ha detto il sindaco al Giornale di Sicilia – per renderli consapevoli di come ogni persona debba ritenersi chiamata in causa contro le ingiustizie, le discriminazioni in favore della dignità e dei diritti umani, in difesa del valore della verità”. E ogni anno, il 6 marzo, in occasione della “Giornata dei giusti dell’umanità”, un momento di incontro, anche per ricordare il tragico evento del 1968 nel Belice, si svolgerà nel giardino all’interno della “Villa dei pioppi”.

Montevago deve ancora chiudere la parte riguardante la rimozione dell’amianto e la bonifica delle aree che sono state interessate dalle baraccopoli.  È in attesa di 400 mila euro di finanziamento statale. Così sono rimasti con l’amianto  i 45 alloggi al villaggio Tempo, i 22 al villaggio Trieste e  i 18 al villaggio Bergamo. E a condurre la battaglia è sempre il sindaco, Margherita La Rocca: “Abbiamo chiuso con la ricostruzione privata e con le opere pubbliche – ha spiegato – ma resta lo smantellamento delle coperture in amianto dei villaggi Tempo, Trieste e Bergamo. Ci avevano promesso per bonificare l’amianto nei Comuni della Valle 10 milioni di euro, ma adesso c’è un rimpallo di responsabilità tra il ministero dell’Ambiente e la Regione. Ed è un problema gravissimo – aggiunge il sindaco – in quanto l’amianto incide gravemente sulla salute dei cittadini”.

Margherita La Rocca Ruvolo vuole centrare questo risultato e fare in modo che l’amianto sparisca dal territorio montevaghese e questo anche per onorare la memoria della gente che è morta durante il terremoto e dei tanti che si sono rimboccati le maniche, aiutando gli altri e cercando di alleviare le sofferenze di una popolazione che ancora oggi paga un prezzo altissimo a quel sisma. “Per tutti i giusti –ha detto il sindaco – il cui ruolo deve essere ricordato e onorato. È quello che faremo quest’anno in occasione del cinquantesimo anniversario del terremoto e anche negli anni a venire anche in un luogo a loro dedicato”.