Lampedusa, Nicolini: “Ho tenuto il sistema Girgenti Acque fuori dal comune”

“Molto dispiaciuta per il Prefetto Diomede, di cui ho apprezzato dedizione, vicinanza, equilibrio, competenza e grande umanità nella gestione delle tante emergenze lampedusane, e a cui auguro di poter dimostrare presto la sua estraneità al ”sistema” Girgenti Acque. Quel sistema, tuttavia, esiste e da quel sistema mi onoro di aver tenuto fuori Lampedusa, resistendo, insieme a tanti altri sindaci dell’agrigentino, a commissariamenti, diffide, pressioni”. Così, su Facebook, Giusi Nicolini, l’ex sindaca di Lampedusa commentando le ultime vicende giudiziarie che hanno coinvolto ad Agrigento il Prefetto Nicola Diomede, trasferito ieri dal Consiglio dei ministri, e altri personaggi eccellenti, come il padre del ministro Angelino Alfano.

Per consegnare l’acqua di Lampedusa ai Campione ci voleva un altro sindaco. Ci voleva un amico di Campione – accusa Nicolini, arrivata terza alle ultime elezioni comunali – Non è trascorso molto tempo e l’attuale sindaco ha attuato il disegno, dopo avere sbeffeggiato gli elettori promettendo acqua gratuita”. “Ecco – denuncia ancora Giusi Nicolini nel post rilanciato dall’agenzia Adnkronos – a Lampedusa, l’isola in cui l’emergenza immigrazione ha fatto ombra su ogni altro sporco affare che era stato accompagnato fuori dal Comune, oggi è tornata la pace”.

“Non si urla più, non si minaccia, non si occupa più il Comune, nemmeno ora che Campione ha rimesso le mani sull’acqua. Ovviamente i ”coraggiosi” ”rivoluzionari” sono tutti zitti, ivi compresi i ”liberi pensatori” che fanno ”informazione” da Lampedusa, omertosi fino al punto da ignorare una tempesta di simili dimensioni – dice Giusi Nicolini -La Lampedusa che non si arrende però non è sparita. Andrà avanti e, soprattutto, non sta in silenzio”.