Sicilia, Ugl: stabilizzazione per i 20mila precari degli enti locali

“E’ stato un fallimento la gestione dei precari siciliani da parte del precedente governo regionale, un esercito di decine di migliaia di pseudo lavoratori, nati come contenitore elettorale e obbligati da decenni a subire la mortificazione di vivere con un sussidio senza poter usufruire di un sistema di tutele e garanzie attraverso un contratto collettivo di lavoro”. Lo afferma il segretario regionale dell’Ugl Sicilia, Giuseppe Messina, nella relazione programmatica in occasione del terzo congresso regionale del sindacato, presso un hotel di Palermo. “La battaglia condotta dal nostro sindacato – continua -, che ha visto l’introduzione di alcuni istituti contrattuali in rispetto di alcuni basilari diritti costituzionali finalmente riconosciuti, e’ la strada giusta. Serve adesso un atto di coraggio per intraprendere il percorso verso la stabilizzazione dei precari in maniera programmata e controllata a partire da quelli degli enti locali.

Una proposta organica e attuabile, condivisa da sindaci, sindacati e lavoratori, per porre fine al precariato negli enti locali siciliani e garantire continuita’ lavorativa e accompagnamento pensionistico. C’e’ la disponibilita’ di Ugl al confronto aperto e schietto volto alla formulazione di una piattaforma progettuale che miri a salvaguardare il posto di lavoro dei circa 20 mila precari siciliani degli enti locali, delle ex province e delle Camere di Commercio risucchiati nel vortice della confusione regolamentare, i cui effetti si ripercuotono giornalmente sull’erogazione dei servizi sul territorio. Un piano che faccia chiarezza sul reale complessivo fabbisogno di personale dei comuni mettendo mano alla dotazione organica e tenendo fuori eventuali pressioni e condizionamenti”.
“Prevedere la possibilita’ di percorsi di aggiornamento e riqualificazione – sostiene Messina – nel’ottica di una facilitazione di ricollocazione a seguito di processi di mobilita’ intercomunale che potrebbero rendersi necessari per meglio utilizzare il personale in atto precario. Serve un percorso normativo e regolamentare che restituisca dignita’ agli oltre 12 mila lavoratori utilizzati all’interno degli uffici dell’amministrazione regionale, degli enti locali, degli ospedali e dei tribunali – conclude -. Vigileremo sull’operato del governo regionale per assicurare dignita’ e serenita’ lavorativa ai circa 2 mila e 700 Pip del bacino ‘Emergenza Palermo’, 6 mila tra Asu ed Lsu e 3 mila e 500 Rmi, bacini di lavoratori che svolgono ogni giorno servizi essenziali per gli enti”.

Nella foto d’archivio un gruppo di lavoratori precari di Cattolica Eraclea durante un’assemblea pubblica.