Mafia, comandante Pellegrino: “Decapitata Cosa nostra agrigentina, colpiti boss di 15 mandamenti”

Con l’operazione Montagna, che all’alba di oggi ha portato all’arresto di 57 persone “è stata decapitata Cosa nostra agrigentina”. Lo ha detto il tenente colonnello Giovanni Pellegrino, Comandante provinciale dei Carabinieri di Agrigento, commentando i retroscena del maxiblitz, definito dal Procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, come “una delle più importanti operazioni antimafia degli ultimi anni“.  “Con l’operazione vengono aggrediti due mandamenti mafiosi preesistenti – ha aggiunto secondo quanto riporta l’Adnkronos – e messa in luce l’esistenza di una nuova ‘creatura’, la ‘Montagna’ a cui aderiscono, sotto l’egida, del paese di Santa Elisabetta, anche i paesi della realtà provinciale montana di Agrigento”. Con la stessa operazione “sono stati anche decapitati i vertici di quindici mandamenti”.

Si tratta di un colpo molto importante che viene dato alla mafia agrigentina. E’ un segno di fiducia – ha proseguito il Comandante provinciale dei Carabinieri di Agrigento – da parte di chi deve sentirsi spronato a credere nelle istituzioni, denunciando tentativi di estorsione, come abbiamo evidenziato in questo caso”. Pellegrino parla anche dei contatti tra la mafia agrigentina e le ‘ndrine calabresi: “Sono emersi contatti soprattutto sul traffico di stupefacenti”. E ha spiegato: “C’è una rivendicazione del ‘brand’ Cosa nostra, quasi un orgoglio nel rivendicare questo brand. E nel sottolineare come la provincia di Agrigento sia più ‘seria’ a differenza di altre province, quali Palermo, della quale ritengono affidabile solo la realtà corleonese”.