Mafia, Dda: a Cammarata boss raccoglievano voti per candidata alle comunali

I boss mafiosi locali avrebbero raccolto voti per una candidata alle amministrative a Cammarata del maggio 2015 in cambio di favori per una fornitura di caffè. E’ quanto emerge dall’operazione antimafia ‘Montagna’ che all’alba di oggi ha portato all’arresto di 56 persone. In particolare, secondo il gip del Tribunale che ha firmato l’ordinanza, due degli arrestati Calogerino Giambrone e il pediatra Pietro Stefano Reina, avrebbero concluso un accordo per raccogliere voti per la moglie di Reina, Giovanna Bonaccolta, candidata a Cammarata, oggi non raggiunta da alcuna misura cautelare.

Per il gip – come riporta l’Adnkronos – Reina avrebbe ottenuto da Giambrone, esponente della famiglia mafiosa di Cammarata e San Giovanni Gemini, “la promessa di procurare voti per la stessa Bonaccolta, in cambio della promessa di erogazione di altra utilità“, e “segnatamente – dice il gip – della intermediazione nella stipula di un contratto di fornitura caffè da parte di Vincenzo Bonaccolta, fratello della candidata, titolare dell’area di servizio Motel San Pietro, in favore di Vincenzo Mangiapane, cognato di Giambrone” e “comunque della promessa di altre utilità dopo la avvenuta elezione della moglie”.