Mafia della Montagna, il clan aspettava con ansia la scarcerazione del boss Francesco Fragapane

Aspettavano tutti, sembra pure con una certa ansia, che venisse scarcerato il boss Francesco Fragapane, ritenuto il capo mandamento della mafia della Montagna. Trentasettenne  figlio dell’ergastolano Salvatore Fragapane, è stato scarcerato e sottoposto alla misura della Sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel Comune di Santa Elisabetta, il 24 aprile del 2015. Già qualche giorno prima – secondo quanto emerge dalle pagine dell’ordinanza di custodia cautelare dell’inchiesta antimafia Montagna – Calogerino Giambrone e Antonio Giovanni Maranto, presunto reggente del mandamento di San Mauro Castelverde, nel Palermitano, avrebbero parlato dell’imminente scarcerazione.

Giambrone: “Sabato esce”. Maranto: “Sabato ora?”. Era il 28 aprile quando Giuseppe Luciano Spoto riferiva – stando a quanto emerge dalle pagine dell’ordinanza di custodia cautelare – a Giuseppe Nugara d’aver saputo che Francesco Fragapane era stato scarcerato. Ma Nugara, erroneamente, smentiva – scrivono i magistrati della Dda – . Nugara: “ah! Forse quel numero che era quello suo? Vuoi vedere che me lo ero dimenticato”. Giuseppe Luciano Spoto: “Che minchia … che minchia fai scherzi ti ho chiamato poi Massimo mi ha detto lo chiamo io e gli ho detto non chiamarlo perché giorno venticinque si arricampa quello”.

Nugara: “Ora viene, questa settimana”. Spoto: “Sapevo giorno venticinque”. Nugara: “Tutte minchiate le raccontano, ascolti a me, vossia deve credere a me, non deve credere a nessuno”. Spoto: “A te!”. Nugara: “Quando parla con me dice Pinuzzu mi dice una cosa e basta”. Spoto: “ti sto dicendo che a me è venuto un uccellino…”. Nugara: “Quanto ne abbiamo? Ventotto … domani … esce .. il ventinove”. Spoto: “A me è un uccellino mi ha detto che giorno venticinque e io te lo sto dicendo … io non è che credo a nessuno”. Nugara: “come allora quando vossia ci pensa quando ha detto e dico no non è come ha detto vossia… vossia mi diceva ad agosto”. Spoto: “a me quello che mi raccontano… secondo chi me lo racconta … alle volte mi parlano .. eee .. ora”. Nugara: “Domani esce”. Spoto: “Allora facciamo così ti chiamo e così ti fai trovare che facciamo”. Nugara: “Meglio che mi chiama, vossia mi dice io .. domani per dire devo venire e di dire a lui che è presente … io lo vedo”.

L’indagine dei carabinieri racconta anche le alterne vicende del mandamento. Dalla scarcerazione di Francesco Fragapane, figlio dello storico boss ergastolano Salvatore, capo di Santa Elisabetta, al suo ritorno al potere e alla ricostituzione di un maxi mandamento che ricomprende tutta l’area montana dell’agrigentino e i paesi di Raffadali, Aragona, S. Angelo Muxaro e San Biagio Platani, Santo Stefano di Quisquina, Bivona, Alessandria della Rocca, Cammarata e San Giovanni Gemini. Prima di tornare in cella, Fragapane avrebbe nominato suo successore Giuseppe Quaranta che, pero’, non si sarebbe rivelato all’altezza e sarebbe stato sostituito dal cugino di Fragapane.