Mafia: “Si è messo in tasca i soldi per la famiglia Fragapane”, favarese messo alla porta

“I calabresi hanno mandato 600 euro … per la famiglia di Francesco (Fragapane)… Non sono arrivati … Se li è messo in tasca lui”. Come riporta il Giornale di Sicila oggi in edicola, è il 13 giugno del 2014 quando viene intercettata la conversazione – finita agli atti dell’operazione antimafia Montagna – fra Calogerino Giambrone e Giuseppe Luciano Spoto. Giambrone aveva appreso da esponenti criminali calabresi che questi avevano consegnato 600 euro a Giuseppe Quaranta per la “famiglia” di Fragapane. Denaro, però, mai arrivato a destinazione. Spoto, dunque – secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri del reparto Operativo, coordinati dal tenente colonnello Rodrigo Micucci – faceva presente a Giambrone la necessità di far giungere, in carcere, la notizia a Fragapane: “Gli si deve dire a Francesco (Fragapane) … però senza biglietto … se glielo possono dire a colloquio non lo so … non è uno che sa…”. L’anziano, durante l’intercettazione, avrebbe anche ipotizzato di potersi avvalere di un altro detenuto collocato nella stessa casa circondariale di Sulmona.

Il 26 luglio del 2014, i tre presunti esponenti del mandamento “Montagna”, Giuseppe Luciano Spoto, Calogerino Giambrone e Giuseppe Nugara sono stati intercettati – secondo quanto è riportato nell’ordinanza firmata dal Gip del tribunale di Palermo – mentre parlavano dell’ordine, fatto trapelare dal carcere di Sulmona, di Francesco Fragapane. Ordine secondo il quale Giuseppe Quaranta non avrebbe più dovuto occuparsi delle questioni relative alla famiglia Fragapane. Giuseppe Nugara raccontava, stando alle intercettazioni, che a Giuseppe Quaranta sarebbe stato detto: “…vedi che … è arrivata la notizia che tu … per la famiglia .. non devi camminare completamente più”.