Blitz Montagna: “Cosa Nostra deve adeguarsi ai tempi e fare come la ’Ndrangheta”, le intercettazioni

Un’organizzazione e un iter procedurale al quale attenersi scrupolosamente “troppo rigidi”. Tanto da essere biasimati perché – secondo alcuni presunti boss – dovrebbero ormai essere svecchiati. Come riporta il Giornale di Sicilia oggi in edicola, a determinare la complessità dei “passaggi”  per pianificare le estorsioni, o anche solo per concordare dei semplici incontri, il fatto che negli interessi vi sono più province mafiose coinvolte. I boss agrigentini del mandamento “Montagna” avevano uno stretto legame in particolare con i clan dell’area palermitana delle Madonie e con quelle della provincia di Enna.

Come emerge dall’inchiesta Montagna, non riuscivano a parlare con Antonio Giovanni Maranto, 53 anni, di Castellana Sicula. Giuseppe Quaranta, 50 anni, di Favara, e Calogerino Giambrone, 56 anni, di Cammarata dopo avere incontrato il presunto referente della famiglia mafiosa di Favara, Pasquale Fanara di 59 anni – come ha ricostruito il gip nelle pagine dell’ordinanza di custodia cautelare – e il boss di Enna, non sarebbero riusciti ancora a parlare con Maranto. I due, in macchina, sono stati intercettati mentre criticavano la complessità dei passaggi che l’organizzazione impone proprio a causa del fatto che vi sono più province mafiose coinvolte. Giambrone: «Io … sto avendo una delusione caro mio .. con il sistema .. che non riesco a capire … perché tutti questi passaggi … queste cose .. e non c’è niente che quaglia (si concretizza) …». Quaranta: «L’unico anziano che corre è lo zu Pietro (rif. a Pietro Paolo Masaracchia, 67 anni, di Palazzo Adriano). Gli ho sentito dire due parole a quello … e mi sono entrate nel sangue.. “qua ci sono io e tu non ci entri … ora si bussa”. Quello che non hanno capito loro è questo… basta che mi dice “prendi questa strada e vai avanti” … Allora faccio le cose che ti dico io … come ho detto poco fa … venite appresso a me … come lo ha detto lui …gliel’ho detto … a quelli … deve essere di tutti .. o no .. non ne scontentiamo nessuno … il sistema lo hanno capito … 40 anni prima di noi a Reggio Calabria .. hai visto che c’è … tutti questi ci sono … sono di passaggio … per là sopra dice … che dobbiamo fare questo … e facciamo una società, una Srl … iniziamo a fare cose qua … non dobbiamo disturbare … tu devi capire quello che ti dico io ah..».

Secondo la ricostruzione del gip, Quaranta sostiene che «Cosa Nostra si debba adeguare ai tempi e fare come la ’Ndrangheta che di fatto ha delle vere e proprie società che investono il denaro proveniente dalle attività illecite».