Mafia, blitz Montagna: il boss Francesco Fragapane era coperto sempre dalle vedette

Il boss Francesco Fragapane non si spostava mai da Santa Elisabetta. Quando si recava agli incontri era sempre preceduto da una sorta di vedetta, che controllava l’area degli appuntamenti, e raggiungeva le location prescelte, in aperta campagna, a bordo di uno scooter, percorrendo sempre strade secondarie. L’ordinanza di custodia cautelare, firmata dal Gip del tribunale di Palermo Filippo Serio su richiesta della Dda nell’ambito dell’inchiesta denominata Montagna, ricostruisce anche –  attraverso le intercettazioni – come il trentasettenne Francesco Fragapane, ritenuto il vertice del mandamento Montagna e figlio dell’ergastolano Salvatore, si sarebbe mosso subito dopo la sua scarcerazione, avvenuta il 24 aprile del 2015, e dopo che è stato sottoposto alla misura della Sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel Comune di Santa Elisabetta.

Come riporta il Giornale di Sicilia oggi in edicola, è il 12 agosto del 2015 quando – è stato ricostruito nelle pagine dell’ordinanza – in attesa di un imprenditore che doveva consegnare 2.500 euro come prima tranche della «messa a posto», sarebbero state captate e registrate le voci di Giuseppe Luciano Spoto, 79 anni, di Bivona, e di Calogerino Giambrone, 56 anni, di Cammarata. Quest’ultimo avrebbe chiesto all’anziano se Fragapane avesse o meno già incontrato Giuseppe Quaranta, 50 anni, di Favara. Giambrone: «… ma chissà se lo ha incontrato Francesco (Fragapane) a questo?». Giuseppe Luciano Spoto: «no … non lo ha incontrato ancora .. però … lui è messo male .. vero vedi che gli hanno sparato alla porta … 100 per cento». Un episodio: «gli spari alla porta di Quaranta – scrive il Gip – in merito al quale non è stato trovato alcun riscontro». Proprio durante questo dialogo Spoto riferiva a Giambrone il metodo utilizzato da Francesco Fragapane per organizzare gli incontri. Precauzioni necessarie per evitare ulteriori conseguenze giudiziarie. Spoto: «arriva … lui arriva con lo scooter (rif. a Francesco Fragapane) … terreni, terreni … e l’ho visto affacciare che viene da … in mezzo ad un pezzo di terreno». Giambrone: «ma quello non può uscire mi sembra?». Spoto: «no no .. nella sua zona .. lui .. dentro al suo perimetro». Giambrone: «può stare». Spoto: «dentro al suo perimetro .. con questo coso e fa … che c’è l’appuntamento … manda ad uno con la macchina … viene a guardare la situazione .. dopo dieci minuti, un quarto d’ora poi arriva lui … perché le cose sono molto delicate … perché andiamo a ‘inghiappare’ (a macchiare) tutto … capisci .. e noi non dobbiamo ‘inghiappare’ … lui poi viene con lo scooter … arriva in campagna … designata sempre da lui .. da premettere che ora c’è un appuntamento la … invece di qua poi è andato a finire la .. e lo vedo spuntare da lì». Secondo i carabinieri e i magistrati della Dda – stando a quanto viene scritto nell’ordinanza di custodia cautelare – dopo la scarcerazione di Francesco Fragapane viene documentata la difficoltà che hanno i presunti affiliati del mandamento «Montagna» a incontrarlo, visto che non può allontanarsi da Santa Elisabetta perché sottoposto alla sorveglianza speciale.

I carabinieri hanno documentato – stando alle pagine dell’ordinanza di custodia cautelare – «la formale presentazione di Calogerino Giambrone a Fragapane Francesco» che sarebbe avvenuta nel primo pomeriggio del 18 settembre del 2015 nelle campagne di Sant’Angelo Muxaro. Le due autovetture avrebbero lasciato la strada principale e si sarebbero immesse in una strada interpoderale sterrata per raggiungere un casolare di campagna. Cinque giorni dopo Francesco Fragapane e Calogerino Giambrone si sarebbero rincontrati lungo la strada provinciale 19, a Santa Elisabetta. E lo stesso giorno, Giuseppe Nugara ha fatto sapere a Spoto che era stato mandato a chiamare da Fragapane per discussioni e incomprensioni: «Mi ha mandato a chiamare (Fragapane Francesco), l’altro giorno con quel picciotto, dice sai abbiamo parlato e ti vuole vedere, sai si scusa qua … la… chissà lui non ha niente di scusarsi .. perché io non è che ho niente … giusto .. io non è che ho niente … lui parlava .. non è che all’ultimata … no dice ma siccome gli è andato a raccontare … ma lui non è che … se quello ci va a raccontare chiacchiere. A parte questo sta facendo … il guasto (mettere discordia) .. sta facendo questo pezzo di cretino lì ..”.