Elezioni, Ordine giornalisti Sicilia a candidato Pd Navarra: “No a querele preventive”

“L’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, pur condividendo la legittima pretesa del professor Navarra di tutelare il proprio buon nome e la propria onorabilita’, non puo’ che stigmatizzare e condannare il tono di alcune affermazioni”. Cosi’ l’Odg Sicilia commenta le dichiarazioni rese stamane dal rettore dell’Universita’ di Messina Pietro Navarra (nella foto), candidato alla Camera con il Pd, relativamente alla pubblicazione di notizie inerenti il passato della sua famiglia.

“Il Pd rottama l’antimafia con i discendenti dei boss. Io, Lumia e Antoci fuori, sostituiti da candidati chiacchierati”. Crocetta si sarebbe dovuto candidare a Messina, “e invece lì Renzi – ha già dichiarato ieri l’ex governatore  alla stampa – ha preferito schierare il rettore Navarra, nipote del capomafia di Corleone. Quelli ormai sono i riferimenti del Pd”. Pietro Navarra, dopo le dichiarazioni di Crocetta, ha avvisato che presentera’ “querela contro chi rilascera’ dichiarazioni di questo tipo e nei confronti delle testate che daranno spazio a simili considerazioni”. Da qui la presa di posizione dell’Odg Sicilia.

“In particolare – prosegue l’Ordine dei giornalisti di Sicilia – riteniamo grave il passaggio nel quale il rettore avvisa le testate giornalistiche che decidessero di pubblicare asserzioni altrui sulle sue vicende familiari, avvertendo che presentera’ ‘querela contro chi rilascera’ dichiarazioni di questo tipo e nei confronti delle testate che daranno spazio a simili considerazioni’. Dopo le querele temerarie eccoci davanti a un altro spettro, quelle delle querele preventive, ovvero la minaccia di azioni legali ancor prima che vengano riportati fatti”. ” La liberta’ di stampa, esercitata nel rispetto delle regole e delle norme di legge – conclude la nota – e’ inviolabile e non puo’ essere limitata da esigenze personali. Come Ordine dei Giornalisti di Sicilia, garantiamo e continueremo a garantire la tutela della rispettabilita’ altrui e a vigilare sulla veridicita’ delle notizie pubblicate, ma ribadiamo ancora una volta che nessuno puo’ pensare di rompere il patto tra il giornalista e i lettori, che hanno il diritto di conoscere a fondo fatti, cose e persone”.