Elezioni, Ylenia Citino: non mi candido ad Agrigento, aggressiva campagna contro di me

“Gira da qualche giorno la notizia di una mia candidatura come capolista ad Agrigento, un posto che mi è stato offerto dal Coordinatore Regionale, Gianfranco Micciché, ben oltre le mie modeste aspettative. Vista l’aggressiva campagna mediatica che si sta sviluppando sulla mia figura e i fantomatici malumori letti sui giornali, ma mai giunti alle mie orecchie in maniera diretta, ho deciso di rinunciare ad ogni mia candidatura in Sicilia”. Lo dichiara Ylenia Citino, dottoranda di diritto pubblico e militante di Forza Italia. “Purtroppo, la morbosità dei giornalisti – prosegue la Citino – si è dimostrata incapace di superare i soliti fastidiosi stereotipi sessisti che mi inseguono da anni, come se la mia intera carriera professionale fosse riassumibile nel modo in cui mi definiscono. Questa stigmatizzazione che, oltre alla mia persona, mira a danneggiare la credibilità e l’opportunità delle scelte compiute dal movimento, deve finire”. “Pertanto – sottolinea – intendo chiarire una volta per tutte quello che è il mio passato professionale e con Forza Italia: Ho cominciato a fare politica all’età di 16 anni. Nel 2006, quando sono andata a studiare all’Università a Roma, entrai a far parte del giovanile azzurro. Da quel momento ho sempre militato solo con Forza Italia, conciliando il movimentismo con il mio percorso di studio. Infatti, ho conseguito una laurea con lode in giurisprudenza e un master in diplomazia. Ho cominciato a lavorare come collaboratore giuridico alla Commissione Difesa del Senato e poi come esperta di finanziamento dei partiti presso il PDL. Sono stata ammessa alla prestigiosa scuola francese della pubblica amministrazione, l’ENA, e in quegli anni ho pubblicato un libro sul finanziamento dei partiti (‘Partititi a tutti i costi’), al quale il Presidente Berlusconi, con un grande atto di stima, ha anteposto la sua prefazione. Ho lavorato nel gabinetto del Prefetto di Parigi e al Consiglio dell’Unione Europea. Nel 2014 sono stata messa alla prova con una candidatura di servizio alle Europee, conseguendo quasi tredici mila preferenze. Successivamente, ho passato tre anni vivendo fra l’Africa e l’Italia, e contemporaneamente ho vinto un dottorato in diritto costituzionale che discuterò a breve. Ho effettuato diverse pubblicazioni scientifiche, sono intervenuta a convegni giuridici e sono stata trainer politica per i repubblicani di Washington (IRI), che mi hanno mandato in missione in diversi paesi dell’est Europa”.
“Non credo – insiste la Citino – che nessun altro candidato si sia mai sentito in dovere, come me, di mettere a nudo le proprie esperienze per ‘giustificarsi’ di fronte all’opinione pubblica. Forse questo non è sufficiente per ‘legittimarsi politicamente’, ma ciò che mi addolora più di ogni altra cosa è che la stampa mi abbia apposto un’etichetta allusiva, danneggiando la mia reputazione in modo irreparabile, senza che alcuna delle famose ‘femministe’ militanti dell’emiciclo si siano interessate al caso. Di ‘politici con passaggi in tv’ ce ne sono stati tanti, da Renzi a Calenda, a Salvini, per citare i più famosi. Ma il passaggio televisivo di una donna non può comportare la cucitura di una lettera scarlatta sul bavero della giacca. Quanti giovani, in età universitaria, non sarebbero stati entusiasti di comparire in tv per gioco? Da lì, a sostenere che la tv possa essere un trampolino di lancio per una classe dirigente ‘raccomandata’ mi sembra ci sia un abisso”. “Alla luce di tutto ciò – conclude la Citino – preferisco rimettere a Forza Italia la scelta se concedermi ulteriore fiducia e reputarmi all’altezza di un simile compito. Solo allora sarò felice di potermi battere in un’altra circoscrizione, in un’arena dove si discutano fra adulti i temi dell’agenda politica del nostro Paese e il progetto di Silvio Berlusconi”.