“Candidati calati dall’alto”, protesta Pd ad Agrigento e Caltanissetta

“Nomi calati dall’alto” e “consultare il territorio”. Non si placano le polemiche in Sicilia dopo la presentazione delle liste del Pd per le Politiche del 4 marzo. Dopo il voto della direzione nazionale che ha dato il via libera alle candidature ieri pomeriggio si sono autoconvocati in assemblea i circoli della provincia di Caltanissetta per decidere quali azioni intraprendere per esprimere il proprio dissenso. “Nel corso di queste settimane – sottolinea Giuseppe Arancio, parlamentare regionale siciliano del Pd – abbiamo detto chiaramente che ci saremmo opposti a nomi calati dall’alto, scelti senza consultare il territorio. A Roma, malgrado i nostri appelli, si è deciso di forzare la mano, ma rispetto a questa scelta noi non possiamo restare inermi e silenziosi”. “Si è privilegiata la fedeltà al capo – prosegue – invece che il radicamento, si è favorita la ‘discendenza dinastica’ piuttosto che la capacità di raccogliere consenso. Avremmo voluto fare una campagna elettorale con un altro spirito e ben altre motivazioni, adesso invece il Partito Democratico dovrà fare i conti con il disimpegno di alcuni suoi dirigenti e tesserati e il disorientamento di tutti i circoli”. Al termine dell’incontro i circoli della provincia di Caltanissetta, nell’esprimere “unanime dissenso per il metodo autoritario” di selezione delle candidature e nel rivendicare “un ruolo della base e dei territori nei processi che determinano scelte irreversibili e decisive per il futuro del partito” hanno deciso di autoconvocarsi in assemblea permanente presso la federazione provinciale fino al 4 marzo, per definire iniziative ed azioni durante la campagna elettorale. Inoltre gli stessi circoli promuoveranno la protesta attraverso l’affissione dei manifesti con l’hashtag #NoPotentati presso tutte le sedi locali del Partito Democratico.

La federazione dei Giovani Democratici della provincia di Agrigento si autosospende per protesta contro le liste Pd non rappresentative del territorio alle politiche del 3 marzo 2018. Si sarebbero autospesi – come riporta un comunicato stampa della federazione Gd Agrigento – anche i circoli Pd di Cianciana, Canicattì, Alessandria della Rocca, Lampedusa, Bivona, Cattolica Eraclea, Montevago, Campobello di Licata, Casteltermini, San Biagio Platani.

Ecco il comunicato stampa: “Abbiamo chiesto, nel rispetto del nostro statuto e dei valori di pluralità che ne stanno alla base, un legittimo coinvolgimento dei territori, dei loro militanti e dirigenti. Lo abbiamo fatto nelle sedi opportune e di tutti i livelli, perché è così che in un partito “democratico” dovrebbero essere affrontate e decise le vicende di una comunità. Fino alla fine abbiamo sperato che la segreteria nazionale potesse prendere in considerazione le nostre legittime richieste. Oggi, invece, ci ritroviamo costretti dal Partito Democratico a sostenere nella nostra provincia, candidati che nulla hanno in comune con la nostra storia politica, con i nostri ideali, con la nostra militanza. Il metodo messo in campo dal nostro segretario Matteo Renzi è inammissibile ed inaccettabile. In questi mesi abbiamo assistito ad una predominanza dei “fedelissimi”, su una comunità che ha come principi cardine l’unità e la condivisione. Come si può ignorare tutto questo?
In una notte, ciò per cui il PD esiste, per cui il PD è nato, è stato spazzato via, calpestato da una logica figlia di un modo di intendere la politica che non ci appartiene. Non possiamo accettare tutto questo. Non lo accettiamo perché è una enorme mancanza di rispetto verso tutti quei militanti che da anni sacrificano il loro tempo per questo partito. Piuttosto che scrivere a malincuore queste righe, avremmo voluto partecipare ad una campagna elettorale che tramite la celebrazione delle primarie, come da statuto, ci avesse resi partecipi nella scelta dei nostri rappresentanti.
Cosa è rimasto di quel Partito Democratico che ha acceso la nostra passione verso la politica?
Il segretario nazionale, da sempre, si candida ad essere il riferimento delle nuove generazioni ma ad oggi, l’unico dato che emerge è la scarsa fiducia dei giovani verso questo partito anche e soprattutto nella provincia con il più alto tasso di emigrazione giovanile. Non possiamo e non vogliamo fare campagna elettorale per il “PARTITO DI RENZI”. Per queste ragioni, i Giovani Democratici della federazione di Agrigento, si autosospendono. Voteremo Partito Democratico perché, nonostante tutto, siamo convinti che rimanga l’unica proposta seria per il Paese, ma non parteciperemo attivamente alla campagna elettorale. Questa è la posizione dei Giovani Democratici della provincia di Agrigento, consapevoli di dare voce a tanti simpatizzanti, militanti e dirigenti. Questo documento è rivolto a chi ha compiuto queste scelte ingiuste verso la nostra comunità ma soprattutto a tutti i militanti e dirigenti di ogni provincia che non le condividono. A questi ultimi chiediamo di unirsi a noi per far rispettare la nostra storia, fatta di valori non negoziabili. Questa scelta è inevitabile. E d’altronde, l’unica che può riuscire a far capire quanto sia lontana la base da questo Partito Democratico”.