Criticità servizio idrico agrigentino, Savarino: “Riusciremo a mettere ordine”

“La politica del fare: oggi la Commissione che presiedo ha acceso un faro sulla provincia di Agrigento, trattando il tema delle criticità relative al servizio idrico, la cui gestione è affidata alla società Girgenti Acque S.p.A.  Nell’audizione durata circa 4 ore (visibile su www.youtube.com/arswebtv) le associazioni intervenute hanno riferito quanto già emerso anche dalle tante segnalazioni dei cittadini giunte in commissione, e in particolare l’elevato costo delle bollette, nettamente superiore alla media nazionale, il difetto di alcuni contatori che girano a vuoto facendo pagare al consumatore l’aria al costo onerosissimo dell’acqua, la insufficienza degli impianti di depurazione, e reti colabrodo più del 55% dell’acqua viene dispersa a causa delle reti colabrodo, e i turni di erogazione dell’acqua lunghi e discontinui”. E’ quanto si legge in una nota della presidente della commissione Ambiente e Territorio dell’Ars Giusy Savarino, che aggiunge:
“L’ente preposto al controllo del gestore, cioè l’ATI , ha riferito sia di essere a conoscenze delle inadempienze contrattuali perpetuate dal Girgenti Acque s.p.a., sia di un rapporto fortemente conflittuale e che pertanto stanno valutando l’ipotesi di esperire un’azione legale volta alla rescissione del contratto.
La commissione ha anche trattato dell’inchiesta effettuata dal giornalista Cesare Sciabarrà presente in audizione, sull’utilizzo dell’acqua del pozzo di contrada Gulfi. Anche l’Arpa, presente in audizione, ha confermato di aver avviato delle indagini su alcuni pozzi dell’Agrigentino, ora oggetto di un’inchiesta giudiziaria. Presenti anche i Comuni di Agrigento e Canicattì per portare la voce dei territori nelle istituzioni e riferire sui loro rapporti con Girgenti Acque e sullo stato di avanzamento dei progetti insistenti sulle reti dei loro Comuni. Pare, infatti, che vi sia la possibilità di finanziare il risanamento delle reti agrigentine e gli impianti di depurazione con un finanziamento nel complesso di circa 108 ml di euro. Bisognerà capire, però, la copertura finanziaria per questi progetti e che iter amministrativo seguire per l’affidamento degli appalti, in maniera da assicurarne la trasparenza.
Con l’obiettivo di scongiurare eventuali crisi idriche, abbiamo anche affrontato il tema delle sorgenti, non escludendo in futuro un ricorso alla dissalazione. Ad Agrigento esiste un grosso impianto di dissalazione inattivo a differenza di Gela dove l’impianto, sorto alla fine degli anni 70, produce circa 30 milioni di metri cubi d’acqua annui per asservire le popolazioni di Gela Niscemi Licata Palma di Montechiaro Agrigento e fino ad Aragona oltre a far fronte ai fabbisogni, eventuali, delle industrie.
Questo nuovo corso della politica non ha incrostazioni – conclude Savarino – quindi affrontiamo con trasparenza i temi e con la collaborazione ed il contributo di tutte le forze politiche, riusciremo a mettere ordine, giustizia ed equità anche in questa materia così piena di ombre, ad indicare, con una risoluzione, al dipartimento regionale dove operare controlli e come individuare soluzioni, e infine portare in aula un Disegno di Legge di riforma del servizio che vada in suddetta direzione.