Disagi e inefficienze servizio idrico, il caso Girgenti Acque all’Ars

Si è svolta ieri all’Ars la seduta della commissione Ambiente e Territorio presieduta dalla parlamentare di DiventeràBellissima Giusy Savarino. All’ordine del giorno la complessa vicenda che coinvolge 27 comuni dell’Agrigentino dove i contratti per la fornitura idrica sono gestiti da Girgenti Acque. La commissione dell’Ars ha iniziato ad esaminare la delicata vicenda che vede diversi comuni dell’Agrigentino sottoposti alla procedura di infrazione da parte della comunita’ europea e un costo altissimo imposto ai cittadini per la distribuzione dell’acqua. In audizione il presidente dell’Ambito Territoriale idrico di Agrigento, Vincenzo Lotà che ha affermato: “E’ stato fatto un tentativo da parte nostra di diminuire la tariffa del 2,5%, ma subito la società Girgenti Acque ha presentato ricorso e uno dei motivi a sostegno del ricorso è il prezzo altissimo che dice di pagare per l’acquisto dell’acqua da Siciliacque, un costo – ha sostenuto Lotà – superiore al doppio di quello che si paga in tutta Italia, che viene poi riversato sulla tariffa che vanno a pagare i cittadini”.

“In tutto questo si verificano casi – ha ancora denunciato la parlamentare – dov’èanche risultato che alcuni contatori montati nelle abitazioni calcolavano consumi anche quando nessuno utilizzava l’acqua“. Il presidente della commissione Territorio e Ambiente Savarino ha chiesto al presidente dell’Ati di fornire un dossier completo sul rapporto tra Ati e soggetto gestore, Girgenti Acque. “Andremo in fondo alla faccenda – ha detto Savarino – occorre fare luce sulla convenzione tra i due soggetti, capire da cosa sono generate le criticita’ e se sono state gia’ sottoposte ad atti pubblici. Chiederemo al gestore di risponderci in base alle segnalazioni fatte dai comuni e dai cittadini”.

“Sono molte le criticità del servizio idrico nell’Agrigentino e le inadempienze da parte del gestore. La diagnosi l’abbiamo fatta mille volte, ma ora bisogna mettere in atto delle terapie per poter finalmente districare una volta per tutte questa matassa”. Lo ha detto la deputata regionale e sindaco di Montevago, Margherita La Rocca Ruvolo (Udc), intervenendo oggi in commissione Ambiente e Territorio all’Ars durante la seduta dedicata alle audizioni sulle criticità nella gestione del servizio idrico nella provincia di Agrigento.

“La stortura – ha spiegato – è iniziale, perché ci sono 27 comuni che hanno ceduto le reti al gestore e 16 comuni che non le hanno cedute. Da lì si avvia un percorso che va in parallelo, ma che continuando così non si potrà mai incontrare, perché i problemi sono di natura diversa tra i comuni e anche i costi sono diversi. I cittadini dei comuni cha hanno ceduto pagano quattro, cinque, sei volte in più rispetto agli altri. Per esempio, a Montevago una famiglia di quattro persone paga in media 600 euro l’anno; Santa Margherita non ha ceduto le reti, una famiglia paga in media 120 euro. Questa è la criticità più grossa da affrontare, insieme a quella dei costi e al modo di procedere del gestore, e non sono io a dirlo ma l’organo giudiziario. Tante inadempienze e criticità, ma il gestore in questi dieci anni non ha posto in essere gli interventi per recuperare la rete colabrodo, peraltro con milioni e milioni di fondi che vengono utilizzati forse per altro, stante a quanto emerso dalle ultime inchieste”.

“Numerosi i disservizi e le inefficienze, a partire dai turni di erogazione che di fatto non vengono mai rispettati, a Naro sono senz’acqua da 20 giorni, altro che 24h. Oggi viene segnalata a Canicattì una situazione su cui bisogna fare chiarezza: dove va a finire  l’acqua per cui non è possibile avviare il processo di potabilizzazione? Un’altra questione da affrontare – ha aggiunto La Rocca Ruvolo – è quella del distacco della rete fognaria nei casi in cui il cittadino è moroso. Su questo abbiamo fatto le barricate, il mio comune ha fatto ricorso per porre fine a questa situazione, ad oggi siamo nel limbo perché non si è più proceduto mentre il gestore continua a dire che sia nelle sue possibilità farlo. L’altro problema è quello dei contatori che girano a vuoto e calcolano dei consumi che in realtà non ci sono. Questa è solo una minima parte delle criticità del servizio idrico nell’Agrigentino, ma mi sembra un eufemismo chiamarle criticità, questi sono problemi seri che vivono oggi i cittadini che non riescono più a pagare le bollette”.

“La mia richiesta al presidente della Regione – ha concluso Margherita  La Rocca Ruvolo – è quella di intervenire presso il cda di Sicilia Acque per chiedere la rimodulazione dei costi dell’acqua. Perché anche questo è un altro problema serio: Sicilia Acque vende acqua a prezzi elevatissimi. Queste le questioni che dobbiamo affrontare con urgenza”.