Mafia, inchiesta Montagna: il sindaco Sabella pensa all’ipotesi dimissioni

Gli avvocati Antonino e Vincenza Gaziano non hanno ancora depositato il ricorso al tribunale del riesame per chiedere l’annullamento della misura cautelare in carcere emessa nei confronti del sindaco di San Biagio Platani, Santino Sabella, finito in carcere con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito dell’operazione Montagna. Secondo alcune indiscrezioni riportate dal Giornale di Sicilia, l’amministratore, che è stato sospeso dalla Prefettura in base alla legge Severino, starebbe valutando anche l’ipotesi delle dimissioni ai fini di una difesa più serena dove potrebbe invocare il minore rischio dell’inquinamento probatorio. Sabella, sostiene l’accusa, avrebbe concordato le candidature alle elezioni amministrative del 2014 con esponenti mafiosi del territorio.

Secondo la Dda la contropartita – da cui scaturisce l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa – sarebbe stata l’intromissione nella gestione di alcuni appalti per favorire l’assunzione di manovalanza. Gli accordi, in questo senso, secondo la Dda sarebbero stati raggiunti con Giuseppe Nugara e Raffaele La Rosa, il primo ritenuto reggente della famiglia mafiosa di San Biagio e il secondo suo principale collaboratore.

Il sindaco, durante l’interrogatorio di garanzia, ha negato tutto e si è difeso. “Non ho concordato alcuna candidatura con esponenti mafiosi ma solo interloquito, come si fa in tutte le campagne elettorali, con esponenti politici del mio paese. Mi sono limitato a chiedere di aiutare alcune persone che avevano bisogno di lavorare. Non c’era alcuna logica di scambio dietro queste richieste, né si è trattato di pressioni perché di fatto non ha lavorato nessuno di quelli che ho segnalato”. L’intera vicenda sarà, adesso, sottoposta al vaglio del tribunale del riesame