Mafia, neo pentito Quaranta: “Affiliato col rito della punciuta e la santina di Sant’Antonio da Padova”

Giuseppe Quaranta  ha rivelato di essersi affiliato con il tradizionale rituale della “punciuta”. “Io – racconta – sono stato combinato formalmente con una cerimonia da Francesco Fragapane nel 2010/2011 a Santa Elisabetta”. Il neo pentito agrigentino – come riporta il Giornale di Sicilia oggi in edicola –  ha raccontato nei dettagli, ai pm Claudio Camilleri, Calogero Ferrara e Alessia Sinatra, i retroscena del suo ingresso formale in Cosa Nostra. “Non è facile essere combinati. La cerimonia avviene con la santina in mano e la cosiddetta ‘punciuta’. Non tutti sono autorizzati a combinare, ma va fatto da una persona con spessore criminale; la santina viene bruciata e si dice che se uno tradirà sarà bruciato come la santina. La formula è: ‘da oggi sei uomo d’onore di Cosa Nostra, se tradirai, dirai bugie, brucerai come questa santina’. La mia santina raffigurava Sant’Antonio da Padova“. Il padrino di battesimo era il suo mentore in Cosa Nostra. “La formula l’ha letta Francesco Fragapane e io l’ho ripetuta e la punciuta fu con un ago e le nostre dita si unirono a sancire il patto di sangue. Eravamo soli nella sua masseria a Santa Elisabetta. Divenni così uomo d’onore e in quel momento stesso Fragapane mi diede il comando della famiglia mafiosa di Favara”.