Mafia, operazione Montagna: torna in libertà l’imprenditore Vincenzo Mangiapane di Cammarata

Prima scarcerazione della maxi inchiesta antimafia Montagna: il tribunale del riesame, al quale si erano rivolti i difensori, gli avvocati Salvatore Gugino e Danilo Giracello, come riporta il Giornale di Sicilia oggi in edicola, ha annullato l’arresto dell’imprenditore Vincenzo Mangiapane, 63 anni, detto “Padre Pio”, titolare di un panificio e di un’azienda agricola. Il gip lo aveva arrestato, su richiesta dei pm della Dda che hanno condotto l’inchiesta, con l’accusa di associazione mafiosa e, in particolare, avrebbe fatto parte dell’unica famiglia di Cammarata e San Giovanni Gemini. A desumerlo i contenuti di alcune intercettazioni in auto con un altro presunto affiliato – Calogerino Giambrone, 55 anni – che gli racconta di una serie di estorsioni che avrebbe commesso nel territorio per conto della famiglia mafiosa.

“Il suo è un mero atteggiamento passivo – hanno sottolineato i difensori ai giudici del tribunale del riesame durante l’udienza, che si è celebrata lunedì – e non denota alcuna partecipazione alle sue attività”. Un altro elemento che sarebbe stato indicativo della sua appartenenza alla famiglia mafiosa dei due centri montani sarebbe stata la sua partecipazione a una “trasferta” a Vallelunga Pratameno, insieme agli altri presunti affiliati Giovanni Gattuso e Giuseppe Luciano Spoto, per un incontro col mafioso locale Alfonso Scozzari. Circostanza messa in dubbio dai difensori. “Si deduce la sua partecipazione al summit – hanno detto ai giudici del tribunale del riesame – per il fatto che la cella telefonica si sia agganciata in una zona vicina ma la cella comprende un’area vastissima di una ventina di chilometri. Non ci sono elementi indiziari così forti nei suoi confronti”. Il riesame ha sciolto la riserva due giorni dopo l’udienza, accogliendo il ricorso dei due difensori e rimettendolo in libertà. Le motivazioni saranno depositate fra 45 giorni.