Mafia, operazione Opuntia: gli indagati ossessionati da controlli e microspie

Microspie disattivate, un’estrema attenzione a non essere controllati durante gli incontri. Emerge anche questo dalle 373 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo, Fabio Pilato, su richiesta dei sostituti della Dda Alessia Sinatra e Claudio Camilleri.  Grande attenzione, da parte degli indagati nell’inchiesta Opuntia, a non essere intercettati. Come racconta il Giornale di Sicilia oggi in edicola, il 31 gennaio del 2016 Domenico Friscia avrebbe telefonato a Giuseppe Alesi e il giorno dopo si sarebbe recato a Menfi. A conferma che una persona il cui nome è riportato nell’ordinanza avrebbe disattivato la microspia, «durante l’intervento non ha mai acceso l’impianto stereo neanche per valutarne la corretta funzionalità».

E in tema di precauzioni molto attento Bucceri nei suoi spostamenti come quando avrebbe deciso addirittura di non partecipare a un funerale, mandando anche un sms a Giuseppe Alesi, con scritto: «Mi hanno detto di non venire poi ti spiego. Occhi aperti alle foto». Ma le indagini dei carabinieri, avviate nel maggio del 2014, andavano avanti. Telecamere, pedinamento, intercettazioni. I primi ad essere entrati nelle indagini sono stati Vito Bucceri e il medico menfitano Pellegrino Scirica. Bucceri, dal suo ruolo di vertice, per il giudice, ha intrattenuto «stretti e significativi rapporti con autorevoli esponenti di altre famiglie mafiose della zona, tra cui quella di Sciacca, nella persona di Friscia Domenico, divenuto, peraltro, suo fidato e costante consigliere». Nell’ordinanza si parla di incontri riservati tra Friscia e Bucceri, tra cui uno presso l’abitazione di Vito Alesi a Lido Fiori. Con Friscia sempre prudente nel parlare: «Mi ha detto, sto andando a prendere, dice a Vito, gli dobbiamo dire che non parla più, a Vito no….sopra la macchina non deve parlare». E Friscia sempre allo scopo di «eludere qualsiasi forma di monitoraggio sia delle comunicazioni che dei suoi movimenti, si è fatto prelevare presso la sua abitazione da uno dei fratelli Alesi, il quale ha provveduto a condurlo a Menfi, successivamente riaccompagnandolo. In tali circostanze tutti i viaggi sono stati caratterizzati dall’utilizzazione di tracciati dinamici irregolari».