Mafia nell’Agrigentino, pentito Quaranta rivela: “Traffici di armi e droga con il Belgio”

“Sono a conoscenza del fatto – racconta ai magistrati della Dda il neo collaboratore di giustizia Giuseppe Quaranta – che ci sono persone che si stanno muovendo per andare a comprare armi in Belgio anche in relazione a dei conflitti che sono sorti per traffici di droga”. Quaranta, come riporta il Giornale di Sicilia oggi in edicola, continua il suo racconto e spiega di cosa si tratta. Spacciare droga non è più un tabù per Cosa Nostra ma Quaranta, che confessa di avere gestito, anche insieme al figlio, il traffico degli stupefacenti, ci tiene a precisare: “Non ne ho mai fatto uso”.

Per il ruolo che rivestivo a Favara – rivela il neo pentito agrigentino – Fragapane un giorno mi chiese di volere incontrare Giuseppe Blando e io li ho fatti incontrare. Gli stessi parlarono davanti a me di un chilo di cocaina che Blando doveva portare a Fragapane per 42 mila euro. La droga – aggiunge ancora il pentito – doveva essere acquistata da Gioacchino Alba, arrestato in Belgio. Era con Giuseppe Vetro che stava in Belgio e la mandavano a Fallea che poi la smerciava a Blando. Si tratta sia di cocaina che di fumo. Fragapane, dopo avere ricevuto la droga la fece spacciare a tale Salvatore Fragapane, omonimo ma non parente di circa 21-25 anni”. Quaranta conferma alcune specifiche accuse che gli vengono contestate nell’ordinanza cautelare. “Ammetto di avere avuto la cocaina del valore di 10 mila euro e di averla data a Salvatore Puma che mi avevano presentato Giuseppe Vella e Giorgio Cavallaro. Lo stesso l’avrebbe dovuta vendere e darmi dei soldi che però non ho avuto”.