Mafia nell’Agrigentino, svolta nell’inchiesta Montagna: collaborano vittime del pizzo

Sono oltre venti ormai le vittime delle estorsioni che hanno cominciato a collaborare con gli inquirenti che hanno coordinato l’inchiesta Montagna sulla mafia agrigentina che, nelle scorse settimane, ha portato a 59 arresti. In cella sono finiti boss, gregari ed estortori dei clan della provincia. Interrogati dai carabinieri che hanno condotto l’indagine, la maggior parte degli imprenditori taglieggiati finora sentiti hanno ammesso la pressione del racket. E a confermare di aver subito le richieste di pizzo non sono stati finora solo i titolari delle aziende, ma anche i loro dipendenti, come riporta l’Ansa. Una vera rivoluzione nell’atteggiamento omertoso finora tenuto dalle vittime che non avevano neppure denunciato le intimidazioni subite? Va detto che gli imprenditori che hanno pagato il pizzo, se adesso non collaborano rischiano l’incriminazione per favoreggiamento alla mafia. In tutto le estorsioni accertate dalla dda sono state 27. Pochi giorni dopo l’arresto ha cominciato a collaborare con gli investigatori il boss di Favara Giuseppe Quaranta che sta raccontando ai pm Gery Ferrara, Claudio Camilleri e Alessia Sinatra i retroscena di omicidi avvenuti nella provincia agrigentina e le estorsioni.