Sicilia, Antoci rimosso dal Parco dei Nebrodi: “Ora so da che parte sta Musumeci”

“Ringrazio il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci che, attraverso la mia rimozione e il relativo commissariamento del Parco dei Nebrodi, mi ha fatto comprendere, in maniera inequivocabile, da quale parte sta. Sono stati anni intensi, a tratti difficili, ma pieni di amore e di passione. Sono stati anni di risultati”. A dirlo è Giuseppe Antoci, presidente del Parco dei Nebrodi, sfuggito nel maggio del 2016 a un agguato mafioso, dopo il suo addio anticipato alla guida dell’Ente. Un incarico il suo che sarebbe scaduto a fine ottobre e che era arrivato dopo dieci anni di commissariamenti. “Ho assunto la presidenza del parco -ricorda adesso Antoci- trovandolo depotenziato, mortificato e considerato, nonostante il valore dei suoi dipendenti e dei suoi dirigenti, un carrozzone”. “Insieme ai sindaci, insieme a tutti coloro che hanno voluto dare una mano” è stata intrapresa una “strada di crescita, di dignità e di rispetto delle regole”. Così sono arrivati i risultati. “Abbiamo cominciato, insieme, a ritagliarci pezzi di successo -dice Antoci- che fanno e faranno parte di una storia chiara ed inequivocabile che nessuno potrà oscurare e che ha dimostrato che i Nebrodi, il suo territorio, fatto di gente perbene, di cittadini laboriosi e di amministratori onesti potevano insieme scrivere una nuova pagina di sviluppo, di tutela dell’ambiente, nel rispetto dei principi fondamentali della trasparenza e della legalità. In questo percorso siamo riusciti a rimettere in moto un pezzo di territorio fra i più belli del mondo al quale sono e rimarrò legato per la vita. Abbiamo rimesso in un circuito virtuoso tante aziende che, anche attraverso la creazione del marchio ‘Nebrodi Sicily’, hanno avuto la possibilità di allargare i loro spazi imprenditoriali, creando anche rapporti con partners stranieri”.

Poi sono arrivati i risultati sul fronte del turismo (“Nella stagione del 2017, su un campione di 44 differenti nazionalità, si è registrato un aumento esponenziale su tre mete principali: Taormina, Isole Eolie e Parco dei Nebrodi”), della lotta alla criminalità (“Si è notevolmente abbassato il livello dei furti e degli abigeati”) e il territorio dei Nebrodi è diventato anche “fucina di proposte nazionali ed internazionali” con la creazione, ad esempio di un centro studi per il dissesto idrogeologico grazie alla collaborazione con l’ordine dei geologi. “Grazie a tutti coloro che mi hanno aiutato in questo desiderio di donarmi a un territorio unico, esercitando il mio ruolo senza mai porre steccati politici, ma portando avanti il fondamentale valore dell’ascolto nei confronti di tutti, non degli amici degli amici, non degli appartenenti a un partito o ad un altro, ma dell’ascolto aperto e trasparente. Appresa la notizia dell’esercizio dello spoils system allargato anche alla Presidenza del Parco dei Nebrodi, attraverso il quale il presidente Musumeci ha esercitato il suo ruolo commissariando l’Ente, mi accingo a lasciare il mio incarico con la consapevolezza di consegnare al mio successore un Parco sano contabilmente, nuovo nell’immagine e stracolmo di turismo che negli ultimi anni ne ha invertito una tendenza che invece era al ribasso”.