Pensioni, governo: “Uscita anticipata per 100.000 lavoratori”

“Tra il 2017 e il 2020 andranno in pensione prima dei requisiti più di 100 mila persone. E con criteri più giusti e obiettivi delle salvaguardie del passato. Un risultato non scontato”. Marco Leonardi, consigliere economico di Palazzo Chigi, intervistato da Repubblica rivendica il lavoro del governo sul pacchetto previdenziale: Ape sociale, volontario, aziendale. E anche la Rita, la quarta modalità per anticipare la pensione usando i fondi integrativi. Non sono mancati problemi. Due terzi delle domande di Ape sociale sono stati respinti, ad esempio. Un flop? “Abbiamo avuto problemi di implementazione: è vero – risponde Leonardi -. Per questo siamo intervenuti allargando la platea e facilitando le procedure. Non dimentichiamo che molte domande sono prive dei requisiti. Per i lavoratori impiegati in attività pesanti abbiamo disposto, ad esempio, che il datore di lavoro dichiari la gravosità ben prima della domanda di Ape“. “Il decreto del ministero del Lavoro che esenta tutte le 15 categorie, comprese le quattro nuove, da quota 67 (l’aumento automatico dell’età di uscita, ndr) è pronto. Ed è pronta anche la circolare Inps che amplia la platea dell’Ape sociale nel 2018 alle mamme con figli, ai lavoratori a termine, ai caregivers e ai gravosi, appunto. Lì si fa riferimento ai codici Istat che definiscono le singole mansioni”. Per i giovani si poteva fare di più? “Abbiamo reso strutturali gli sgravi sui contributi per gli under 35 quest’anno e under 30 dal prossimo. La decontribuzione è talmente importante che molti partiti la rilanciano nei programmi elettorali”.

Per effetto di queste pensioni anticipate si creeranno nuovi posti di lavoro per i giovani? Questo ancora è tutto da verificare.