Strage di cani a Sciacca, Enpa: “Trovate altre esche avvelenate”

I volontari dell’Enpa di Catania Adrano e Agrigento, sono andati a Sciacca, nel luogo dove una trentina di cani sono morti per avvelenamento. Nell’area di capannoni dismessi, i volontari hanno trovato rifiuti, materiale di risulta e altre esche avvelenate. L’area e’ stata posta sotto sequestro dai carabinieri tuttavia poco o nulla e’ dato sapere sia sull’inizo delle operazioni di bonifica previste per legge sia sugli interventi di recupero dei randagi sopravvissuti. ”Purtroppo non ci e’ stata data alcuna informazione al riguardo. L’amministrazione comunale – spiega Cataldo Paradiso, presidente dell’Enpa di Catania – e’ assente e, a parte qualche frase di circostanza, continua a fare poco o nulla per tutelare l’incolumita’ dei suoi cittadini a quattro zampe, contravvenendo cosi’ agli obblighi imposti dalla legge>. Secondo la normativa, infatti, il sindaco non solo e’ responsabile per i randagi e gli altri animali vaganti sul suo territorio – responsabilita’ che naturalmente comprende la tutela della loro incolumita’ – ma in in caso di ritrovamento di esche avvelenate deve attivare la procedura prevista dalla normativa. Che prevede, appunto, la bonifica dell’area interessata”.