Mafia, operazione Proelio: eseguite altre 3 ordinanze, nuove accuse per Francesco Fragapane

Altre tre ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite dai Carabinieri del Comando provinciale di Ragusa nell’ambito dell’operazione denominata “Proelio” con cui nel giugno dello scorso anno era stata sgominata un’associazione dedita al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti e a furti di bestiame tra la Calabria e la Sicilia con l’arresto di 19 persone tra siciliani e calabresi. Le persone raggiunte dalla nuova ordinanza di custodia cautelare – come riporta l’Ansa- sono Carmelo Battaglia, di 42 anni, detenuto nel carcere di Siracusa poiche’ gia’ arrestato nella prima fase dell’operazione, Francesco Fragapane, di 38, di Santa Elisabetta, detenuto nel carcere di Tolmezzo (Udine), anch’egli gia’ arrestato nella prima fase dell’operazione e recentemente coinvolto in un’altra operazione antimafia, denominata Montagna, del Comando provinciale Carabinieri di Agrigento, e Salvatore Modica, di 47, che non era stato arrestato nella prima fase dell’operazione e che ora e’ stato posto agli arresti domiciliari. Battaglia, oltre che dei reati per i quali era gia’ stato arrestato, ora dovra’ rispondere anche del reato di associazione mafiosa, mentre Fragapane e Modica dovranno rispondere del reato di traffico di stupefacenti. I provvedimenti sono stati emessi dal Tribunale del Riesame di Catania che, su richiesta della Dda, ha stabilito che gli indagati dovranno rispondere anche del reato di associazione per delinquere mafiosa per aver fatto parte del clan di Cosa Nostra operante a Vittoria e Comiso, nel Ragusano. I reati nella prima ordinanza di custodia cautelare eseguita dai carabinieri erano stati esclusi dalle accuse loro contestate. La Procura della Repubblica presso la Dda di Catania aveva presentato un ricorso che e’ stato accolto dal Tribunale del Riesame, che ha emesso un’ulteriore ordinanza di custodia cautelare, ora divenuta esecutiva dopo la pronuncia della Corte di Cassazione, che conferma la validita’ dell’impianto accusatorio. La Dda di Catania e i carabinieri hanno dimostrato l’esistenza tra Vittoria e Comiso di un clan di Cosa Nostra con consolidati legami sia con gli altri clan della stessa organizzazione criminale della provincia di Agrigento e sia con le ‘ndrine calabresi operanti nella piana Gioia Tauro.