Agrigentino in arresto cardiaco salvato dal 118: “Ancora vivo grazie a professionalità soccorritori”

“La tempestività e la professionalità degli operatori di due ambulanze mi hanno salvato la vita”. Lo ha scritto in una lettera al 118 di Agrigento un uomo di Alessandria della Rocca, Felice Mangione, ripercorrendo le varie fasi del soccorso da parte delle postazioni della Seus di Cianciana e Ribera. “Ho avuto un malore improvviso  e i miei familiari hanno chiamato il medico di guardia e il 118 per portarmi con la massima urgenza all’ospedale di Sciacca. L’ambulanza – ha scritto –  ha impiegato poco tempo per raggiungere casa mia. L’equipe era formata dai seguenti operatori: Pietro Vernaccini, Maurizio Termine e l’infermiere professionale Nicolò Colletti.

Dopo i primi accertamenti “mi hanno portato subito in ambulanza e praticato le cure. Con competenza e preparazione professionale, resosi conto della gravità del caso hanno tempestivamente allertato il pronto soccorso di Ribera e chiesto un’ambulanza più attrezzata. Lungo il tragitto Alessandria della Rocca-Ribera sono stato trasportato nell’altra ambulanza (alfa 9)”. Felice Mangione ha aggiunto: “La tempestività dell’operazione, la professionalità, la serietà di tutti gli operatori presenti sia dell’una che dell’altra ambulanza (alfa 5), il senso del dovere e la preparazione atta a darmi tutto l’aiuto possibile, mi hanno salvato la vita”.

I soccorritori dell’ambulanza “sono stati per tutto il tragitto in contatto con l’ospedale di Sciacca (reparto di Cardiologia) dove nel frattempo hanno inviato l’elettrocardiogramma che mi avevano fatto. E all’arresto cardiaco che è sopraggiunto, il medico Vincenzo Fabriele, l’infermiere professionale Salvatore Di Mino e l’autista- soccorritore Francesco Alfano con maestria ed alta professionalità di sono adoperati con il defibrillatore a rimettere in cuore in moto il mio cuore. Scrivo a distanza di un mese dall’accaduto perché dopo le dimissioni dall’ospedale per circa trenta giorni sono stato poco bene. Vorrei ringraziarli ad uno ad uno personalmente”.