Elezioni, Bindi: non si parla di mafia perché i sui voti fanno comodo

“Viene il dubbio che qualcuno pensi che disturbare la mafia in campagna elettorale possa avere delle conseguenze elettorali”. Lo ha detto il presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Rosy Bindi, in un’intervista a InBlu Radio, il network delle radio cattoliche della Cei. “La domanda è – ha sottolineato la Bindi – si vuole il consenso vero del Paese o in qualche modo si è anche disposti, magari solo con il silenzio senza scendere a patti, a prendere anche i voti delle mafie ? E’ una domanda cruciale che non possiamo non farci”. “Sembra che il tema della mafia – ha aggiunto la Bindi – debba essere rimosso dalla campagna elettorale e dai progetti della politica. Sappiamo bene, invece, che il tema della mafia e della corruzione rappresenta il pericolo più grandi. Sono le forze più pericolose che attentano la vita democratica del Paese. Sorprende il silenzio in questa campagna elettorale. Emerge anche la mancanza di un progetto in questo senso all’interno dei progetti dei partiti. Chi fa politica non può non fare i conti con questa realtà. Siamo un Paese in cui sono insediate da oltre 100 anni mafie molto forti che nel frattempo che si sono radicate non solo al Sud ma anche al Centro e al Nord. Ignorare questo fatto significa sottovalutare. E questo è veramente grave”.