Randagismo in Sicilia, stilista Elisabetta Franchi: “Basta carneficina cani”

Un accorato appello al Presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, a porre fine “una volta per tutte alla carneficina” è stato rivolto, con pagine intere acquistate sui quotidiani nazionali e regionali, dalla stilista Elisabetta Franchi. Negli ultimi giorni, solo a Sciacca, nell’agrigentino, sono state decine cani trovati morti per avvelenamento, ma anche in altre città. Da qui la decisione della nota stilista e “animalista”, come si descrive la stessa, Elisabetta Franchi, noto marchio di moda, di rivolgersi direttamente al Governatore siciliano. “Faccio appello al Presidente della Regione siciliana Musumeci – dice Franchi nelle pagine acquistate sui quotidiani – che oltre ad avere aderito al programma Lav, ha dichiarato di volere adottare degli strumenti legislativi e amministrativi necessari per rendere più efficace la lotta al randagismo, così da mettere fine a questa carneficina”. Franchi non parla solo della Sicilia. Si dice “indignata e profondamente addolorata per quello che sta accadendo ai cani randagi in alcune regioni d’Italia, in Sardegna, Calabria, Campania, Puglia e in particolar modo in Sicilia, dove il randagismo non è stato gestito adeguatamente dalle autorità competenti”. E dice che in “queste regioni il fenomeno è fuori controllo, basti pensare che sul territorio siciliano, i cani senza famiglia e non detenuti in canile, nel 2016 sarebbero 39.450 a fronte di sole 5.266 sterilizzazioni effettuate”. “Nella sola provincia di Agrigento sempre nel 2016 la popolazione canina vagante sul territorio è stimata in 2.500 cani e sono state effettuate solo 187 sterilizzazioni. Un numero davvero esiguo”, denuncia la stilista. “Questi avvenimenti registrati negli ultimi giorni in Provincia di Agrigento – denuncia ancora la stilista – che hanno acquisito una grande rilevanza mediatica, ritrovandosi in primo piano tra i fatti di cronaca, parlano di strage di massa di queste povere creature senza parola”. E ricorda che le “principali associazioni animaliste come Lav, Leidaa, Oipa e Lndc, si stanno battendo per fermare queste atrocità”. “Mi unisco alla Lav – conclude Elisabetta Franchi – che sta predisponendo una denuncia contro ignoti e pretende indagini accurate affinché i responsabili di questi crimini siano individuati e finalmente puniti”.