Cani avvelenati, manifestazione animalista domani a Sciacca

Si terrà domani pomeriggio nel centro storico di Sciacca la manifestazione animalista promossa dopo l’avvelenamento di una trentina di cani randagi in contrada Muciare. Sono attesi centinaia di attivisti provenienti da tutta la Sicilia. La polizia e il comune di Sciacca hanno messo a punto un piano di sicurezza a garanzia dell’ordine pubblico. Si teme che tra i manifestanti possa infiltrarsi qualche frangia violenta. “Sarà una manifestazione assolutamente pacifica”, assicura però Anna Maria Friscia, presidente dell’Associazione Nazionale Tutela Animali di Sciacca. Il sindaco Francesca Valenti, destinataria nei giorni scorsi di pesanti insulti sui social da chi la ritiene responsabile della morte dei cani per non avere affrontato tempestivamente il problema del randagismo, ha chiesto al presidente della Regione Nello Musumeci di adoperarsi per sostenere finanziariamente i comuni aiutandoli a fronteggiare con nuovi mezzi il fenomeno.

”Ringraziamo il sindaco di Sciacca Francesca Valenti per la disponibilità ad incontrare il comitato organizzatore della manifestazione di domani, ma riteniamo inaccettabile l’atteggiamento ‘autoassolutorio’ dell’amministrazione comunale, oggettivamente responsabile dell’accaduto, e riteniamo che debba dare pubblicamente conto delle somme spese per combattere il randagismo sul territorio di sua competenza. Solo allora avrà senso incontrarsi e discutere”. Lo afferma Simona Bazzoni, dirigente nazionale della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, l’onlus fondata e presieduta da Michela Vittoria Brambilla, che domani parteciperà alla manifestazione indetta per protestare contro l’avvelenamento di decine di cani randagi nel Comune dell’Agrigentino.

Il randagismo in Sicilia richiede la dichiarazione dello stato di emergenza, permettendo alle autorità pubbliche, centrali e regionali, di ricorrere ad interventi speciali, misurabili e a termine. E servono norme più stringenti per l’ accesso ai veleni. E’ questa la posizione del presidente dell’Associazione nazionale medici veterinari italiani, Marco Melosi, dopo gli episodi di avvelenamento di cani nel trapanese e nell’agrigentino. Il presidente di Anmvi Sicilia, Pippo Licitra, dice: “La veterinaria siciliana non e’ disponibile ad utilizzare i razzi della Corea del Nord per farsi ascoltare o per essere invitata ai tavoli decisionali che la politica organizza nei momenti di emergenza”. “Più volte – aggiunge – utilizzando le sale dell’assemblea Regionale abbiamo rappresentato la difficoltà gestionali del randagismo in Sicilia, si e’ gridata la necessita’ di una interlocuzione continua con le parti politiche per affrontare un problema che all’interno della nostra categoria viene vissuto con grande attenzione e preoccupazione. Adesso la politica non scavalchi la nostra categoria per fare largo a chi ha sicuramente maggior peso elettorale, ma non il ruolo specialistico e di presenza territoriale che noi veterinari -con i nostri studi, ambulatori, cliniche e servizio pubblico – rappresentiamo sul territorio”. L’Anmvi, impegnata in programmi di sterilizzazione volontaria dei randagi in varie regioni ad alto tasso di randagismo, chiede un piano ad hoc per la Sicilia: identificazione anagrafica e sterilizzazione programmata sotto una regia veterinaria e di sanità pubblica.