Strage di cani a Sciacca, Leidaa: “Inaccettabile autoassoluzione del comune”

”Ringraziamo il sindaco di Sciacca Francesca Valenti per la disponibilità ad incontrare il comitato organizzatore della manifestazione di domani, ma riteniamo inaccettabile l’atteggiamento ‘autoassolutorio’ dell’amministrazione comunale, oggettivamente responsabile dell’accaduto, e riteniamo che debba dare pubblicamente conto delle somme spese per combattere il randagismo sul territorio di sua competenza. Solo allora avrà senso incontrarsi e discutere”. Lo afferma Simona Bazzoni, dirigente nazionale della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, l’onlus fondata e presieduta da Michela Vittoria Brambilla, che domani parteciperà alla manifestazione indetta per protestare contro l’avvelenamento di decine di cani randagi nel Comune dell’Agrigentino.

Il randagismo in Sicilia richiede la dichiarazione dello stato di emergenza, permettendo alle autorita’ pubbliche, centrali e regionali, di ricorrere ad interventi speciali, misurabili e a termine. E servono norme piu’ stringenti per l’ accesso ai veleni. E’ questa la posizione del presidente dell’Associazione nazionale medici veterinari italiani, Marco Melosi, dopo gli episodi di avvelenamento di cani nel trapanese e nell’agrigentino. Il presidente di Anmvi Sicilia, Pippo Licitra, dice: “La veterinaria siciliana non e’ disponibile ad utilizzare i razzi della Corea del Nord per farsi ascoltare o per essere invitata ai tavoli decisionali che la politica organizza nei momenti di emergenza”. “Piu’ volte – aggiunge – utilizzando le sale dell’assemblea Regionale abbiamo rappresentato la difficolta’ gestionali del randagismo in Sicilia, si e’ gridata la necessita’ di una interlocuzione continua con le parti politiche per affrontare un problema che all’interno della nostra categoria viene vissuto con grande attenzione e preoccupazione.

Adesso la politica non scavalchi la nostra categoria per fare largo a chi ha sicuramente maggior peso elettorale, ma non il ruolo specialistico e di presenza territoriale che noi veterinari -con i nostri studi, ambulatori, cliniche e servizio pubblico – rappresentiamo sul territorio”. L’Anmvi, impegnata in programmi di sterilizzazione volontaria dei randagi in varie regioni ad alto tasso di randagismo, chiede un piano ad hoc per la Sicilia: identificazione anagrafica e sterilizzazione programmata sotto una regia veterinaria e di sanita’ pubblica.