Elezioni, Di Maio a Palermo: “Berlusconi e Renzi ci hanno rubato il futuro”

“In Sicilia come a casa, grazie Palermo. Dopo i 3 mesi della campagna elettorale al fianco di Giancarlo Cancelleri, tornare in Sicilia mi fa sempre un piacere enorme. E chiudere qui prima della tappa finale a Roma è stato meraviglioso”. Così Luigi Di Maio oggi durante l’evento elettorale a Palermo. “Non sono uomo solo al comando. Io credo nella squadra ma chiunque verrà eletto dovrà rispettare delle regole. Chi si candida con noi deve essere residente nel territorio, non come la Boschi che si candida in Trentino e a Siracusa. L’unico posto in cui non c’e’ e’ casa sua dove ha combinato quel che ha combinato”, ha detto il candidato premier grillino. “Una volta eletti questi catapultati, che non conoscono il territorio, non li vedrete più”, ha aggiunto.

“Per eliminare la burocrazia bisogna fare meno leggi. In cima al nostro programma c’e’ l’abolizione Di 400 leggi che vi stanno rendendo la vita un inferno. Partiremo da quelle che avrebbero dovuto combattere gli evasori e invece hanno danneggiato la gente”. Lo ha detto il candidato premier del movimento 5 Stelle Luigi Di Maio a Palermo per una manifestazione elettorale. “Quante leggi anticorruzione sono state approvate e con quali risultati?”, ha aggiunto. “Elimineremo il rischio del voto Di scambio col reddito di cittadinanza”. Lo ha detto il candidato premier dei 5 Stelle Luigi Di Maio a Palermo per una manifestazione elettorale. Ironizzando su Silvio Berlusconi, ha aggiunto: “in questo Paese tutto cambia tranne lui. Sono vent’anni che firma contratti con gli italiani da Vespa”.  “Berlusconi e Renzi hanno rubato il futuro della mia generazione e di quelle prima di me o che vengono dopo di me”, ha  Di Maio.

“Mi piangeva il cuore quando ho sentito il presidente dell’Ars appena eletto dire che stipendi e vitalizi non si toccano; lo sapevo che non avrebbero tagliato gli sprechi, perché loro si nutrono Di quegli sprechi, non li taglieranno mai davvero i tetti degli stipendi”. Lo ha detto Luigi Di Maio, attaccando dal palco del Teatro Biondo di Palermo il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè sulla questione dei tetti agli stipendi. Il recente accordo siglato in Assemblea ripristina sostanzialmente le soglie precedenti, ma tenendo fuori alcune indennità.