Mafia, è morta Libertina Manno moglie del “padrino” Nick Rizzuto

E’ morta a Montreal a 90 anni Libertina Manno, nata a Cattolica Eraclea, figlia dell’ex boss di Cattolica Eraclea Antonino Manno e moglie del “padrino” Nick Rizzuto, ucciso il 10 novembre 2010, e mamma di Vito Rizzuto, a lungo a capo della mafia italo-canadese morto il 23 dicembre 2013 per “cause naturali”. La saga della famiglia Rizzuto è stata recentemente raccontata in Canada dalla miniserie tv dal titolo “Bad Blood – The Vito Rizzuto Story”. Il nome della donna è comparso negli anni scorsi anche tra le pagine di diverse inchieste della Dia sul clan Rizzuto in Italia: l’operazione “Brooklyn” sull’infiltrazione nell’appalto per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina, l’operazione “Orso Bruno” sul riciclaggio di 600 milioni di dollari attraverso al Made in Italy Spa con sede di fronte a Palazzo Chigi. Nel 1994 Libertina Rizzuto fu arrestata in Svizzera per riciclaggio di denaro: secondo le accuse, aveva intenzione di depositare tre milioni di dollari, in differenti banche, in un solo giorno; fu rilasciata per mancanza di prove.

Da giovane bandito di Cattolica Eraclea, Nicolò Rizzuto fece il “salto di qualità” nell’organizzazione mafiosa dopo il matrimonio con Libertina Manno, figlia del defunto capo mafia Antonino Manno e nipote, per parte di madre, di Leonardo Cammalleri, condannato all’ergastolo per concorso nell’omicidio dell’ex sindaco comunista Giuseppe Spagnolo. Nicolò Rizzuto diventò campiere delle terre del barone Agnello a Cattolica Eraclea, mentre le terre di Siculiana erano sorvegliate dai Caruana e Cuntrera. Rapporti che proseguirono poi intensamente in Canada, e anche qui il cognome della moglie servì, a quanto pare, per muovere i primi passi verso la conquista del vertice dell’organizzazione mafiosa italo-canadese ramificata a livello internazionale.

Il collaboratore di giustizia  Gennaro Scaletta, che trascorse un periodo di detenzione per traffico di droga con Nick Rizzuto in Venezuela, sentito dal pm il 16 novembre 2006 nell’ambito dell’inchiesta Orso Bruno, così tratteggia il profilo di Libertina Manno: “chi comandava di più nella famiglia Rizzuto era la moglie Libertina Manno, moglie di Nicolò Rizzuto, perché era la vera mafiosa… perché lei era la figlia di un mafioso, di un capo mafia, del Paese di origine, che è di Cattolica Eraclea. Il padre di lei era il mafioso della zona, tutta la gente che andava in Canada di quel Paese era finanziata dal Manno nel biglietto aereo, insieme al biglietto aereo portavano oro alla vecchia, alla Manno, la quale vendeva questo oro a tutte le paesane… I Rizzuto poi in un secondo tempo uscivano i soldi dal Canada nelle valigie. Venivano riciclati di nuovo in Canada perché lui si faceva fare un documento dal Ministero delle Finanze falso e allora dimostrava che aveva guadagnato quei soldi onestamente, e li ritornava in Canada”.

Libertina Manno è stata intercettata nell’ambito dell’inchiesta della Dia Orso Bruno, ecco la sintesi di una delle intercettazioni: “alle ore 13.15 del 01.12.04”, Bertina (moglie di Nicolò) conversa con un’amica. “Le due parlano della salute di Nicolò e dell’operazione all’occhio subita. Successivamente Bertina parla della visita ricevuta dal Sindaco di Cattolica Eraclea Nino Aquilino. (…) Bertina dice che il Sindaco gli ha portato dei certificati di matrimonio e di nascita a lei appartenenti, per ricordo. (…) Si evince chiaramente che il sindaco di Cattolica Eraclea si è incontrato con il boss Nicolò Rizzuto e che nell’occasione, verosimilmente, era presente anche Beniamino Gioiello Zappia”.