Fedeli alla famiglia Rizzuto, personaggi importanti al funerale di Libertina Manno

I funerali della matriarca del clan Rizzuto, Libertina Manno, celebrati ieri a Montreal, hanno rappresentato un’opportunità per alcuni personaggi di rilievo della mafia italo-canadese per “riaffermare la loro fedeltà alla famiglia sotto una discreta sorveglianza della polizia”, come racconta oggi il Journal de Montreal in un reportage intitolato “Ténors loyaux aux Rizzuto. Des figures importantes de la mafia ont assisté aux obsèques de la matriarche du clan”. Centinaia le persone che hanno partecipato alla funzione funebre celebrata nella chiesa di Nostra Signora della Difesa per rendere l’estremo saluto alla madre del defunto padrino della mafia italo-canadese Vito Rizzuto. Oltre a suo fratello Domenico Manno, sua figlia Maria Renda e suo nipote Leonardo Rizzuto, recentemente scarcerato dopo l’assoluzione dalle accuse di gangsterismo, gli amici più stretti e anche “alcuni alleati del clan erano ben visibili”, racconta il giornalista Axel Marchand-Lamothe. Antonio (Tony) Mucci e Antonio (Tony) Vanelli, due figure importanti della mafia monrealese fin dai tempi dei Cotroni, sono arrivati in chiesa fianco a fianco. Tra gli uomini della “nuova guardia” Stefano Sollecito, Nicola Spagnolo e Marco Pizzi.

“Chi va al funerale è chiaramente dalla parte Rizzuto”, dice il giornalista e scrittore Antonio Nicaso, docente universitario di criminalità organizzata. Secondo Nicaso, l’influenza della famiglia Rizzuto, sebbene indebolita negli ultimi anni, rimane importante. Libertina Manno ha visto morire il nipote Nicolo Rizzuto Jr e il marito Nicolo Rizzuto Sr, uccisi nel 2009 e nel 2010. Paolo Renda, il cognato e il braccio destro di Vito, è scomparso di lupara bianca. Vito Rizzuto è morto per “cause naturali” nel 2013 dopo una lunga permanenza in carcere negli Stati Uniti. Da allora, diverse fazioni sono in guerra per la successione. Erano presenti anche imprenditori edili resi famosi dalla commissione Charbonneau, tra cui Nicolò Milioto. E pure esponenti politici, come l’ex ministro liberale federale Alfonso Gagliano, originario di Siculiana. Nelle vicinanze della chiesa in cui sono stati celebrati i funerali, oltre a giornalisti e fotoreporter, gli uomini della polizia canadese per una “discreta sorveglianza”. “La polizia noterà i presenti, ma soprattutto gli assenti”, ha affermato lo scrittore ed ex analista dell’intelligence Pierre de Champlain. Nel complesso funerario di Loreto, di proprietà della stessa famiglia Rizzuto, a Saint-Léonard, enormi ghirlande incorniciano la stanza in cui la famiglia ha ricevuto le condoglianze. “Le ghirlande funebri sono spesso un buon indicatore dei legami tra clan”, dice Nicaso. Le autorità avranno sicuramente avuto il tempo di dare un’occhiata e annotare nomi e cognomi.

Foto di Joel Lemay, dell’Agency QMI, pubblicate su TVA Nouvelles

La morte della matriarca del clan Rizzuto segna la fine di un’epoca per la mafia italo-canadese, secondo gli esperti di criminalità organizzata intervistati dal Journal de Montreal. “Era l’ultima autentica donna italiana, alla vecchia maniera. È una pagina di storia che gira”, ha detto De Champlain. Libertina Manno è nata il 25 novembre 1926 a Cattolica Eraclea, paese che ha dato origine a diversi esponenti della mafia siciliana a Montreal e a diversi imprenditori chiacchierati che hanno fatto fortuna nel nord America. Suo padre, Antonino Manno, era il boss di Cattolica Eraclea. “Ha vissuto una tipica vita di mafia. Non è mai andata ad altri circoli sociali”, ha detto De Champlain, sottolineando “i valori tradizionali italiani che hanno caratterizzato la famiglia”. Il matrimonio tra Nicolò (Nick) Rizzuto e Libertina Manno nel 1945 a Cattolica Eraclea ha poi consentito ai futuri boss siciliani l’ascesa al vertice della mafia italo-canadese. “Nicolò ha fatto la cosa giusta sposando la figlia di un boss mafioso. Era un matrimonio basato sul rispetto e tenuto in grande considerazione “, ha detto Nicaso.

La famiglia arrivò in Canada nel 1954 quando Vito aveva solo otto anni. Se Libertina Manno non è stata direttamente coinvolta nelle attività criminali della sua famiglia, non è stata nemmeno completamente estranea, a differenza di altre mogli mafiose, scrive oggi il Journal de Montreal. “Ha aiutato molte persone finanziariamente ad emigrare in Canada dal suo paese natale”, ha detto Antonio Nicaso. “Non era una donna normale”, ha aggiunto. Pierre de Champlain suppone anche che sia stata in grado di essere coinvolta nella risoluzione delle dispute familiari all’interno del clan Manno-Rizzuto-Renda. “Secondo le nostre informazioni – scrive il Journal de Montreal – ha anche prestato servizio come messaggera per suo figlio mentre era in carcere negli Stati Uniti”. “Ci sono alcuni che hanno una visione monarchica della mafia, come prima, mentre altri gruppi sono a favore di un approccio più democratico”, ha detto Antonio Nicaso. “Ma è chiaro – ha aggiunto – che non c’è nessun altro Vito Rizzuto all’orizzonte”. “C’è ancora molta tensione tra le diverse fazioni e non c’è davvero un leader di consenso”, afferma Pierre De Champlain. “L’attuale mafia è ridotta a una banda. Ci sono state tante perdite, è ormai dissanguata e disorganizzata”, sostiene De Champlain facendo riferimento alla guerra scatenata contro il clan Rizzuto che ha visto tra le “vittime eccellenti” Nick Rizzuto e Nick Rizzuto Jr ma anche la scomparsa del genero del “padrino”, Paolo Renda, anche lui di Cattolica Eraclea, sposato con Maria Rizzuto. Poi, per “cause naturali”, è morto Vito Rizzuto. Adesso la morte di Libertina Manno segna l’inizio di una nuova era per la mafia italo-canadese.

Nei video: 1) alcune immagini del matrimonio tra il “padrino” Nick Rizzuto e Libertina Manno il 18 marzo del 1945 a Cattolica Eraclea. Le foto sono state riprodotte in un video della famiglia realizzato in occasione del 50° anniversario di matrimonio festeggiato in pompa magna insieme a parenti e amici a Montreal. 2) Nick Rizzuto e Libertina Manno offrono l’eucarestia durante la messa di celebrazione del 50° anniversario di matrimonio.