Elezioni, Antoci (Pd): con Renzi e Faraone partito in macerie

“Siamo davanti a un risultato che lascia sgomenti e a un partito in macerie frutto di una ‘gestione dell’io’ che ha messo le minoranze alla porta. Renzi oggi prende atto di una sconfitta storica e consegna le sue dimissioni, dimissioni ‘postume’ e quanto meno anomale. Non si è mai visto un leader dimettersi e mentre lo fa tracciare la linea futura del partito. Oggi Renzi ha fatto un passo indietro e nel frattempo indicava la strada del Pd per il prossimo futuro. Non mi sono sembrate le parole di un dimissionario ma di una persona che ancora si sente al timone di un partito”. Così Giuseppe Antoci, responsabile nazionale Legalità del Pd ed ex presidente del Parco dei Nebrodi, commenta con l’Adnkronos il risultato elettorale che ha consegnato ai dem una pesante sconfitta in tutta Italia. “Anche in Sicilia il Pd ha dato il peggio di sé – prosegue -. Negli ultimi due-tre anni il partito è stato consegnato a una persona, Davide Faraone, che lo ha portato al disastro. Chi la pensava in modo diverso è stato cacciato, nessuno spazio per il confronto ma solo per coloro i quali mai avrebbero messo in discussione le idee di chi comanda”. Il risultato? “I cittadini ce l’hanno fatta pagare. Ora il partito deve riprendersi la sua credibilità, deve tornare a essere un partito plurale, aperto alle minoranze e al confronto”. In Sicilia il centrosinistra ha ceduto il passo al M5s, che celebra la sua vittoria con un milione e 200mila voti. “La dobbiamo smettere di dire che i Cinque Stelle sono tutti incapaci, che non sono bravi, che non capiscono nulla, che non possono governare il Paese – prosegue Antoci – perché non siamo credibili, perché non è vero. All’interno di quella compagine ci sono anche delle persone preparate, perbene, che si stanno mettendo in gioco. Non è così che si batte il M5s”.

Per l’ex presidente del Parco dei Nebrodi nei consensi al M5s “c’è tanto voto di protesta ma non solo quello.
Relegare 11 milioni di persone che hanno scelto i Cinque Stelle al voto di protesta mi sembra irrispettoso verso gli elettori. Dobbiamo uscire da questi luoghi comuni, per il bene del Paese occorre guardare le cose in maniera diversa. Al M5s sono andati i voti che il Pd e il centrosinistra hanno perso, gli italiani ci stanno mandando un messaggio chiaro: ‘Vogliamo cambiare regime, non piace più questo Pd’. Noi dobbiamo ascoltare questo messaggio e riportare le persone dentro il Pd, altrimenti finiremmo per nasconderci dietro un dito”. Accanto alla vittoria dei pentastellati la Sicilia consegna anche l’affermazione della Lega. “Il voto a Salvini – conclude Antoci – è il segno di una grande difficoltà che abbiamo avuto durante la campagna elettorale. Non siamo stati in grado di spiegare ai cittadini che le posizioni del leader della Lega sono troppo estremiste e, al tempo stesso, non siamo riusciti a comunicare quanto fatto sul fronte della sicurezza e dei migranti. Non siamo stati capaci di fare capire che questi temi sono nella nostra agenda e da parte nostra c’è la massima attenzione”.