Elezioni, Renzi: mai faremo un governo con le forze anti-sistema

“E’ ovvio che io lasci dopo questo risultato la guida del Pd e ho già chiesto al presidente Orfini per convocare un’assemblea per aprire la fase congressuale. Questo accadrà al termine della fase di insediamenti o del nuovo governo”. Lo ha detto Matteo Renzi, nel corso di una conferenza stampa al Nazareno. “L’Italia ha oggi una situazione politica in cui chi ha vinto non ha i numeri per governare”, ha aggiunto.  “C’e’ l’evidenza di un vento estremista – ha proseguito –  che nel 2014 siamo riusciti a fermare anzi incanalare a nostro sostegno ed ora non siamo riusciti a bloccare comprendiamo come il risultato sia davvero evidente. Il simbolo di questa campagna e’ l’assoluto stridente contrasto in uno dei collegi, mi riferisco a Pesaro. Abbiamo candidato un ministro che ha fatto lavoro straordinario contro un candidato M5S impresentabile che e’ riuscito ad avere la meglio”.  Renzi ha sottolineato le differenze programmatiche rispetto a M5s e centrodestra: “Lavoro contro sussidi, giustizia fiscale contro tasse piatte talmente improponibili che sono già scomparse, diritti, sui cui speriamo di non tornare indietro, cultura contro la logica della sicurezza fai da te e con le armi”.

“La decisione di Matteo Renzi di dimettersi e contemporaneamente rinviare la data delle dimissioni non è comprensibile. Serve solo a prendere ancora tempo”. Lo ha dichiarato in una nota il presidente uscente dei senatori del Pd Luigi Zanda. “Le dimissioni di un leader – ha aggiunto – sono una cosa seria, o si danno o non si danno. E quando si decide di darle, si danno senza manovre. In un momento in cui al Pd servirebbe il massimo di quella collegialità che è l’esatto opposto dei cosiddetti caminetti, annunciare le dimissioni e insieme rinviarne l’operatività per continuare a gestire il partito e i passaggi istituzionali delle prossime settimane è impossibile da spiegare”. “Quando Veltroni e Bersani si sono dimessi – ha ricordato Zanda – lo hanno fatto e basta. Un minuto dopo non erano più segretari”.