Mafia italo-canadese, Dia: sovvertiti equilibri di forza tra Cosa nostra e ‘Ndrangheta

“Il Canada, al pari degli Stati Uniti d’America, risulta fortemente segnato dall’operatività dei sodalizi mafiosi italiani. Cosa nostra, in particolare, si conferma una realtà fortemente radicata e in collegamento con le omologhe diramazioni americane. Le attuali dinamiche criminali risultano caratterizzate da un’accesa conflittualità interna, in più occasioni sfociata in eventi omicidiari che sarebbero il segnale di perduranti frizioni, verosimilmente legate alla lotta per il controllo del settore degli stupefacenti. Tale faida potrebbe generare riflessi anche sul territorio della provincia di Agrigento, atteso che alcuni accoliti del clan Rizzuto potrebbero lasciare quel Paese (in particolare l’area del Quebec) per rifugiarsi nei territori di origine”. E’ quanto si legge a proposito della mafia italo-canadese nell’ultima relazione della Dia inviata nelle scorse settimane al Parlamento .

“Da diversi anni – viene spiegato dalla Direzione investigativa antimafia – si registra un sovvertimento degli equilibri di forza tra cosa nostra e ‘ndrangheta, a favore di quest’ultima, che si starebbe sostituendo ai rivali siciliani nel controllo del traffico e dello spaccio di stupefacenti. Allo stesso tempo, la ’ndrangheta sarebbe altrettanto attiva nel riciclaggio e nel reimpiego di capitali illeciti. Sul piano organizzativo, le inchieste concluse nel recente passato, tra le quali la nota ‘Crimine’, hanno evidenziato l’esistenza di un organismo di vertice dell’organizzazione calabrese nella città di Toronto, area di Woodbridge, nonché l’operatività di diverse locali, tra cui quella di Thunder Bay nell’Ontario. Importanti insediamenti vengono segnalati anche a Montreal. Le locali canadesi assicurerebbero, inoltre, alle cosche calabresi appoggi strutturali funzionali al riciclaggio dei proventi illeciti e al traffico di stupefacenti. I carichi di cocaina prodotta in Colombia passerebbero attraverso il Venezuela, per il successivo transito verso gli U.S.A. ed il Canada.

Nel Paese sono inoltre attive diverse bande di Hells Angels, gruppi criminali autoctoni, in più occasioni entrati in affari con le consorterie mafiose italiane. Sul piano normativo, si evidenzia che l’ordinamento canadese non prevede un’autonoma figura di reato di pericolo, in questo caso definito dalla cultura giuridica italiana ‘reato-mezzo’, quale il vincolo associativo di matrice mafiosa ex 416 bis c.p., che costituisce fattispecie autonomamente perseguibile. La punibilità del vincolo si realizza invece, in quell’ordinamento, solo se collegata all’accertata commissione di reati, perpetrati quale estrinsecazione dei fini associativi. Ciò rende, talvolta, difficilmente realizzabili attività di indagini congiunte tra Italia e Canada, se non in presenza di reati accertati, mentre rimane costantemente alimentato l’interscambio info-operativo con il Paese in esame”.

Questa la situazione fotografata dalla Dia in Canada. Da segnalare, adesso, le ultime notizie in arrivo da Montreal nei giorni scorsi. L’assoluzione di Leonardo Rizzuto e la morte di Libertina Manno, moglie del defunto “padrino” Nick Rizzuto.

L’assoluzione di Leonardo Rizzuto

E’ stato assolto a Montreal Leonardo Rizzuto, originario di Cattolica Eraclea, arrestato nel 2015 perché ritenuto uno dei nuovi capi della mafia italo-canadese. Era accusato di gangsterismo (che in Italia equivale al reato di associazione per delinquere) e traffico di cocaina. Le intercettazioni a sostegno dell’accusa sarebbero state effettuate “illecitamente” dalla polizia canadese e non sano state ammesse al processo. Leonardo Rizzuto, 48 anni, figlio dell’ex capo della mafia italo-canadese, Vito Rizzuto, detenuto nel carcere Bordeaux di Montreal dal novembre del 2015, è stato già scarcerato. Quarantotto le persone arrestate nella stessa operazione dopo tre anni di indagini e 1,2 milioni in contanti sequestrati, sette chili di cocaina, 41 armi e una moto Harley Davidson. Su Leonardo Rizzuto pendono ora solo le accuse di possesso illecito di una pistola e detenzione di cocaina.

Il funerale di Libertina Manno

Funerale con una bara color oro per la matriarca della famiglia Rizzuto, Libertina Manno, originaria di Cattolica Eraclea, moglie di Nick Rizzuto e madre di Vito. La lussuosa bara utilizzata è uguale a quella che la famiglia ha già scelto negli anni scorsi per i funerali di Nick Sr, Nick Jr e Vito. La cerimonia funebre si è svolta nella chiesa di Notre Dame de la Défense nella Little Italy di Montreal. La donna, figlia del vecchio boss di Cattolica Eraclea Antonino Manno, avrebbe avuto una grande influenza sulle attività mafiose della sua famiglia nel corso degli anni. Il suo nome è comparso negli anni scorsi anche tra le pagine di diverse inchieste della Dia sul clan Rizzuto in Italia: l’operazione “Brooklyn” sull’infiltrazione nell’appalto per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina, l’operazione “Orso Bruno” sul riciclaggio di 600 milioni di dollari attraverso al Made in Italy Spa con sede di fronte a Palazzo Chigi. Un legame mai interrotto con l’Italia.