Pensioni, Ue: da erosione legge Fornero rischio sostenibilità debito

“La sostenibilità di lungo termine” del debito pubblico italiano, “assicurata dalle riforme delle pensioni fatte in passato, si sta lentamente deteriorando”, tanto che l’indicatore del rischio della Commissione europea è passato da “basso” a “medio” (S2). Lo afferma l’Esecutivo comunitario nel suo rapporto specifico per l’Italia del “pacchetto d’inverno” per il semestre europeo del 2018, pubblicato oggi a Bruxelles. Un rapporto che passa che in rassegna tutti i mali dell’economia nazionale, e gli eventuali miglioramenti registrati rispetto alla precedente edizione. Nel 2017, rileva il rapporto, “la spesa per le pensioni in rapporto al Pil è aumentata di circa due punti percentuali, come risultato della crisi e della caduta conseguente del Pil nominale”. La spesa pensionistica italiana è oggi “la seconda più elevata dell’Ue e dell’Ocse, dopo quella greca”. “L’aumento delle passività implicite derivante dell’invecchiamento della popolazione era stato limitato dalle passate riforme del sistema pensionistico e sanitario, che avevano migliorato la sostenibilità di lungo termine dell’Italia. Tuttavia – si legge nel rapporto – le leggi di bilancio del 2017 e del 2018 contenevano misure che hanno parzialmente revocato le riforme pensionistiche del passato e lievemente aumentato la spesa per le pensioni nel medio termine”. Il riferimento è alle misure che hanno anticipato l’età pensionabile a favore di alcune categorie di lavoratori. “Per questo, l’indicatore di rischio di lungo termine per il bilancio S2 punta ora a un ‘rischio medio'” per l’Italia. E in effetti, osserva la Commissione, “sarebbe necessario un aumento permanente dell’avanzo primario strutturale di bilancio di 2,2 punti percentuali di Pil per mantenere stabile il rapporto debito/Pil nel lungo termine, che includa il costo dell’invecchiamento” della popolazione.